Di Tiziana Galli

La magia di Avalon

 

Come si fa a restituire la magia di un’atmosfera fuori dal tempo?

La sensazione di essere in un luogo incantato dove tra suoni, luci e suggestioni musicali, la signora di Avalon esce dalle nebbie per cantare per te.

 

Questo lo spettacolo di Loreena Mckennitt, a Roma, all’Auditorium Parco della musica.

Indiscussa regina delle armonie celtiche, l’artista canadese, vira il sapore dei suoi brani con accenti musicali eclettici. Tonalità e ritmi orientali vivificano a tratti le righe dei suoi spartiti e mentre affascina il suo pubblico, accompagnata da musicisti che la seguono da tempo, suggestiona ulteriormente attraverso un total look da regina medievale.

Sembra uscita da un quadro Preraffaellita, dipinta dalla maestria di John William Waterhouse, con il suo vestito lungo ed i capelli sciolti.

 

Sul palco con lei, il chitarrista Brian Hughes, il violinista Hugh Marsh (superlativo) e la violoncellista Caroline Lavello.

 

Loorena Mckennitt è originaria di un piccolo paese del Canada e ha dato inizio alla sua carriera musicale nel 1985. Dopo il 2000, però, ha iniziato a viaggiare, allargando i suoi orizzonti musicali alle sonorità asiatiche e del Medio Oriente, mentre dalle suggestioni di quei luoghi nascevano molti dei suoi brani più belli.

 

Una musica colta, calda e raffinata che rapisce, incanta e trasporta in luoghi lontani e misteriosi.

Una musa che arpeggia con tutte le corde dell’anima.

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Tiziana

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