Di Tiziana Galli

Arte e Secessione

 

“Un grande ritorno per un grande inizio della nostra Fondazione, che proprio nel progetto dedicato a Klimt vede non solo realizzarsi l’opportunità di un’importante collaborazione internazionale, ma anche una restituzione “culturale” di una presenza, come quella di Klimt, che fu determinante per lo sviluppo delle arti in Italia nei primi due decenni del secolo scorso.”

 

Questa la dichiarazione di Gabriella Belli, Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia.

 

Nel 1910 Gustav Klimt partecipò alla Biennale di Venezia ed ora la città lagunare torna a rendergli omaggio con una straordinaria esposizione nelle sale del Museo Correr (24 Marzo – 8 Luglio 2012):

 

Gustav Klimt nel segno di Hofmann e della Secessione.

 

Dipinti rari, preziosi, sofisticati, disegni; mobili e gioielli. Un itinerario scrupoloso per seguire l’iter progettuale di un indiscusso maestro del modernismo europeo.

 

Ma chi era Gustav Klimt?

 

Per cominciare dalle ovvietà bisogna dire che nacque a Vienna nel 1862 e nel 1876, a quattordici anni, iniziò a frequentare la scuola di Arti e Mestieri.

Sarebbe riduttivo, però, parlarne solo in questi termini.

Egli fu l’anima della Secessione Viennese, espressione specifica del Liberty austriaco, un movimento di totale rinnovamento rispetto agli schemi di un’arte ottocentesca stanca e appesantita.

 

Fu proprio Klimt ad ufficializzare, in una lettera del 1887, la nascita e le mire della nuova tendenza espressiva.

Il suo scopo era quello di “portare la vita artistica viennese in un rapporto vitale con l’evoluzione dell’arte estera e proporre delle esposizioni dal puro carattere artistico, libere dalle esigenze di mercato.”

È all’insegna di questa filosofia che ogni aspetto del viver comune venne nobilitato estendendo la progettazione artistica ad ogni forma di arte minore.

I venti rivoluzionari che investivano l’Europa si esprimevano in ogni forma, sgretolando quanto rimaneva del vecchio standard estetico.

In quest’opera di trasformazione artistica Klimt venne affiancato da altre personalità carismatiche come, ad esempio, quelle di Offmann, Wagner e Olbrich.

“Al tempo la sua arte, all’arte la sua libertà” questo il motto che tutti loro amavano ricordare e all’insegna di questo spirito hanno dato un nuovo volto alla modernità in arrivo.

Tiziana

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