Interrompere la scia dei femminicidi

Di Emanuela Ramponi

Oggi voglio soffermarmi sul teatro reale, su drammi che si perpetuano da millenni. In questo striminzito ma folle 2012, siamo arrivati alla 54esima violenta e impietosa rappresentazione della mattanza delle “femmine”. Il titolo è “femminicidio” è una definizione cruda che racchiude in sé il sangue delle donne, trucidate da padri, mariti, amanti oppure da infidi sconosciuti.

La rete delle donne di quel movimento noto con il nome “Se non ora quando” ha lanciato un appello dal coinvolgente titolo “Mai più complici”. Personaggi come Roberto Saviano, Susanna Camusso, Renata Polverini hanno aderito compatti a questa doverosa iniziativa.

Queste tragedie, senza tempo, senza un imprinting culturale, sociale, economico non possono essere ancora così violentemente ignorate. Soprattutto non si può concedere che questi efferati delitti, perpetrati da uomini, invidiosi, gelosi, posseduti da un possente senso di inferiorità nei confronti di quel genere, femminile, che poco conoscono e per nulla comprendono, insomma queste stragi non possono più essere due righe mal scritte infilate nelle cronache dei media.

C’è ormai l’urgenza di una mobilitazione uniforme, trasversale che “aliti” sul collo di questi uomini che credono di farla franca sempre, vessando, umiliando, finanche assassinando quelle che a volte loro stessi chiamano “luce dei propri occhi”, “il mio amore”, oscenità sulla bocca di quegli assassini, ai quali non voglio relegare l’alibi di mostro, o di disagiato psichico.

 

Nota del Direttore: Fashion News Magazine è un periodico nato con la volontà di trattare solo argomenti belli, ma l’urgenza di certe realtà non ci può far tacere, quindi abbiamo deciso di dare spazio a questo argomento tanto crudo e purtroppo ancora attuale.

 

 

Barbara Molinario

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