Della Dott.ssa Michela Monaco

New addictions

Shopping compulsivo, gioco d’azzardo, sport addiction.. cosa hanno in comune?

 

Generalmente si tende ad assegnare al concetto di “dipendenza” una connotazione negativa, indicando con tale termine un rapporto di subordinazione in cui la parte assoggettata si percepisce come più debole, meno competente e soprattutto limitata nella propria libertà.

In realtà, la vita di ciascuno è caratterizzata da relazioni di dipendenza, che consentono all’individuo di soddisfare i propri bisogni, desideri e obiettivi. E’ possibile, pertanto, affermare che sono proprio tali relazioni a garantire il raggiungimento e il mantenimento di stati di benessere funzionali alla sopravvivenza.

La dipendenza può diventare “patologica” nel caso in cui la relazione instaurata comporta una situazione di perdita in termini di benefici; tale condizione può associarsi ad attività, in genere socialmente accettate, che non implicano necessariamente l’uso di sostanze, come nel caso dello shopping compulsivo, della dipendenza da sport, dipendenza dal gioco d’azzardo, ecc. Tali forme di dipendenza vengono pertanto definite “dipendenze sociali”, nella cui definizione è messa in luce la contrapposizione tra ciò che è legale, e dunque socialmente accettato, e ciò che è illegale.

Nella letteratura scientifica e nella pratica clinica la nozione di dipendenza viene sempre più frequentemente utilizzata per spiegare sintomatologie derivanti dalla ripetizione di attività che non comportano necessariamente l’assunzione di sostanze psicoattive. Si tratta di comportamenti che pur producendo le stesse conseguenze delle cosiddette tossicodipendenze (l’escalation, la tolleranza, l’astinenza, l’evoluzione progressiva del quadro sintomatico, ecc) si costruiscono e si autoalimentano in assenza di qualunque sostanza; tali forme di dipendenza sono state definite come “new addiction”, “dipendenze senza sostanze” o anche “dipendenze comportamentali”.

Il termine addiction, riveste grande valenza psicologica e psicopatologica poiché riesce ad indicare, più efficacemente rispetto a quello di dipendenza, i meccanismi che sottendono tali disturbi. Il vocabolo addiction, che deriva dal latino addictus ossia “schiavo per debito”, evoca il concetto di perdita della libertà dovuto alla reiterazione di comportamenti additivi che impediscono l’autodeterminazione del soggetto.

Ciò che caratterizza l’addiction è un persistente e ricorrente comportamento di dipendenza maladattivo che conduce a menomazione o disagio clinicamente significativo.

Per formulare una diagnosi di addiction uno dei criteri che viene preso in considerazione è l’ossessività. Tratti ossessivi possono manifestarsi attraverso pensieri e immagini intrusivi e ricorrenti circa le esperienze di dipendenza; pensieri e immagini relativi al comportamento di dipendenza possono costituire fonte di tensione ed eccitazione inappropriate, causando ansia e disagio marcati.

Altro elemento da tenere presente è l’impulsività che determina irrequietezza, ansia, irritabilità o agitazione quando non è possibile mettere in atto il comportamento di dipendenza. Si riscontra nei soggetti affetti da addiction l’incapacità di regolare i desideri di dipendenza inappropriati e di gestire gli impulsi volti a mettere in atto il comportamento di dipendenza.

Altro punto che orienta la diagnosi è la compulsività. Si possono rintracciare comportamenti di dipendenza ripetitivi che la persona si sente obbligata a mettere in atto, anche contro la sua volontà, nonostante le possibili conseguenze negative; i comportamenti additivi hanno per il soggetto la funzione di evitare o di prevenire stati di disagio, sentimenti di impotenza, irritabilità e inadeguatezza.

I pensieri e/o i comportamenti di dipendenza impegnano il soggetto per la maggior parte del tempo, o interferiscono significativamente con le sue abitudini, con il funzionamento scolastico/lavorativo, con le attività o le relazioni sociali usuali.

Le condizioni ambientali rivestono un ruolo di spicco nel determinare l’insorgenza ed il mantenimento di tali comportamenti disfunzionali.

Il concetto di poli-dipendenza fa riferimento alla presenza di diverse forme di addiction nello stesso individuo, dato questo, confermato da numerosi studi.

Per cross-dipendenza, invece, si intende il frequente passaggio, nello stesso individuo, da una forma di dipendenza ad un’altra. Gli studi  relativi a tale processo possono offrire numerosi contributi, non solo in merito al trattamento e alla prevenzione, ma anche per la ricerca sui fattori cognitivi, di personalità e motivazionali correlati alle diverse forme di dipendenza .

Nella foto un’immagine tratta dal film “I Love Shopping”.

 

Psicologia

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