Di Lorenza Fernanda Pellegrini

Quando Bacco va in vacanza

 

Ischia, la sorella maggiore, per estensione, delle isole Flegree, dove l’acqua ti fa bella e il clima mite del Golfo di Napoli si sposa con l’odore del mosto, potrebbe essere una delle ragioni di felicità per il nostro Dioniso vacanziero.

Questa perla nel mare, fertile giardino di profumi e colori, si estende sotto lo sguardo vigile del vulcanico monte Epomeo, sulle cui pendici si scorgono terrazze di vigneti che, arrampicati sulle alture, ondeggiano e si perdono nell’orizzonte prima che questo sprofondi negli abissi.

Proprio tra questi flutti sorgono delle vasche termali naturali, che separano la riva dal mare aperto. Queste acque calde e rigeneranti sono la giusta ricompensa per chi, alla ricerca della ricchezza idrogeologica isolana, decide di spingersi lungo la ripida scalinata che conduce a questa baia di sogno, Sorgeto.

Siamo a Panza, frazione del comune di Forio che dovrebbe esser conosciuta anche come luogo del gusto e dell’olfatto.

Dopo una lunga e soleggiata giornata di mare non c’è cosa migliore che risvegliare i propri sensi sorseggiando il fresco nettare degli Dei, accompagnando la degustazione con i sapori autentici della tradizione gastronomica mediterranea. Le Cantine Pietratorcia rispondono degnamente al richiamo di papille gustative in cerca d’appagamento.

Pietratorcia, pietra di tufo usata anticamente per pigiare l’uva da cui questa azienda vinicola – fondata nel 1993 dalle famiglie Verde, Iacono e Regine -, prende il nome, è specializzata in piccole produzioni di livello perché realizzate avvalendosi di vitigni selezionati.

Il rosso rubino Ianno Piro o, a seconda dei gusti, il bianco Scheria dall’aroma inconfondibile perché sapido di spezie, potranno esser lieti compagni durante un pranzo, un aperitivo o una cena preparata da Rossana Foglia, custode e regina della cucina ischitana.

Osa, reinterpreta i rinomati piatti dell’isola, come il coniglio di fossa, e si diverte nella realizzazione di prelibati dessert artistici come, ad esempio, la piccola sacher gelata a forma di piramide. Deliziosi i gamberoni in foglia di limone, raccolta nell’orto adiacente da cui i proprietari di questo ristorantino a conduzione familiare catturano odori e ortaggi.

Non c’è regina senza re, e così, all’ombra del pergolato ornato da viti rampicanti, il sorridente e affabile Vito Verde saprà guidare Bacco e commensali in un percorso enologico da ricordare. Affrettatevi quindi a mettere le gambe sotto al tavolino di pietra vulcanica per apprezzare, alle spalle di una cantina del Settecento, i frutti dell’isola e l’euforia di una giornata di festa.

foto di Enzo Rando

l’immagine in alto ritrae la cantina del Settecento di notte

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Tiziana

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