Della Dott.ssa Valentina Chiatante

Stress burnout

 

Con l’avvento delle nuove tecnologie, le nuove modalità di comunicazione, internet, il lavoro nelle organizzazioni sta cambiando. La velocizzazione dei tempi della produttività è esasperata, le richieste delle organizzazioni aumentano, aumentano i contratti interinali per cui il tempo che si passa all’interno di un’organizzazione diminuisce cambiando in questo modo gli investimenti personali nel lavoro e gli stili di convivenza all’interno di esso.

I lavoratori, se da un lato sono stimolati dai mutamenti, dall’altro sono più vittime dello stress correlato al lavoro, a causa di turni di lavoro veloci ed eccessivi che si ripercuotono sulla prestazione lavorativa, ma anche nella qualità della vita personale e nel rapporto con i colleghi e con i clienti.

Una forma di stress acuto che porta ad un esaurimento, ad una disaffezione lavorativa o spersonalizzazione, ad una ridotta efficacia professionale è la sindrome del job burnout. È una risposta prolungata a fattori stressanti cronici, legati all’attività lavorativa di tipo emozionale ed interpersonale.

L’esaurimento emotivo si manifesta attraverso un progressivo disinteresse per il proprio lavoro, la spersonalizzazione attraverso un atteggiamento sempre più freddo e distaccato nei confronti degli altri (collaboratori, utenti, pazienti), l’inefficacia si manifesta attraverso un profondo senso di fallimento e di delusione nei confronti del proprio lavoro.

Il rischio di maggiore insorgenza di burnout è ritrovato nelle professioni di aiuto e nell’ambito educativo, quelle professioni che implicano un maggiore contatto con clienti/utenti come possono essere infermieri, assistenti sociali, medici, poliziotti, insegnanti.

In questi contesti lavorativi, basati sul sostegno, la cura, l’aiuto alla persona vi è un dispendio di energie psicologiche maggiore rispetto magari ad altri contesti lavorativi. Infatti, l’essere disponibili, empatici, soprattutto con un’utenza che presenta un disagio non curabile oppure che manifesta forti resistenze nel lasciarsi curare (es. tossicopendenza), l’operatore diventando cinico, pessimista, riduce il senso di colpa e la frustrazione associata al lavoro. La dimensione interpersonale è ciò che più caratterizza il burnout, le dimensioni psicologiche ed emotive che lo connotano lo differiscono dallo stress lavorativo che presenta un quadro psico-fisico preciso. L’insorgenza del burnout nasce e si sviluppa da un effetto combinato tra caratteristiche individuali, fattori interpersonali, ambientali e sociali.

 

Tiziana

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