Di Valeria Vernich

La mostra fotografica IED: Marylin_More

Rivisitazione dell’icona femminile del XX Secolo

 

Il 5 agosto 1962 a Los Angeles, Marylin Monroe si tolse la vita con una letale dose di barbiturici. Esattamente 50 anni fa moriva la diva e nasceva il mito intramontabile di Marylin, la bionda per antonomasia che ha rappresentato un’epoca e uno stile. La sua magia ancora attira su di sè l’attenzione mediatica: il 4 luglio presso lo Studio Orizzonte sito in Via Barberini 60 a Roma sarà inaugurata la mostra fotografica MARILYN_MORE, inserita negli eventi Extra del calendario di Altaroma. Dieci studenti dell’Istituto Europeo di Design di Roma diplomati in Fotografia interpretano il mito attraverso trenta immagini di moda. Coordinati dal noto fotografo di moda Antonio Barrella, sono stati chiamati a sperimentare nuovi linguaggi, con rivisitazioni personali evocative del personaggio di Marilyn Monroe. Ecco un’anticipazione sulle scelte adottate dagli studenti dello IED per immortalare la celebre Norma Jeane: Serena Amaduzzi sceglie immagini fluo, dai colori potentemente marcati per una Marilyn pop, giocosa, caratterizzata da una forte personalità. Robson Avertuo si ispira ai grandi fotografi di moda Avedon, Penn, Newton, Olaf, Meisel, Demarchelier e la sua fotografia esalta gli abiti, gli accessori e il corpo della protagonista dello scatto. Federica Rossi D’Arrigo ambienta la sua Marilyn in una dimensione domestica, circondata da oggetti vintage immortalata negli anni ‘50 tra i suoi abiti, i suoi profumi e gioielli. Il lavoro di Jiulia Bussi rimanda ad un concetto di moda che si fa arte e si rinnova., utilizzando un modello maschile che trasforma il mondo di Marilyn in una dimensione ambigua ed estrema. Patrizia Fusi riproduce il suo immaginario onirico con un particolare studio della luce che si riflette sul corpo e sugli abiti. Paco Matteo Li Calzi stravolge la figura del mito che tutti conosciamo e presenta una Marilyn del XXI secolo: la nuova Marilyn è una ragazza asiatica. Sara Pellegrino lavora su ambientazioni eteree: la sua Marilyn affiora appena nella superfice dell’immagine, per poi svanire gradatamente negli scatti successivi lasciandoci solamente il suo abito. Emilia Setti opta per scelte estetiche dettate dalla semplicità e dal colore ricordando l’arte di Miles Aldridge. I riferimenti culturali di Ilaria Scarpa sono Tim Walker e Paolo Roversi, due tra i fotografi di moda che hanno influito sul suo stile personale: gli scatti surreali e onirici sono quelli a cui si ispira maggiormente riproponendoli anche nel suo lavoro. Francesco Trombettirappresenta l’oppressione dei canoni estetici imposti alla donna, raffigurati nel loro insieme dall’immagine di Marilyn ispirandosi così ai ritratti all’angolo realizzati da Irving Penn: le sue foto propongono un fondale costante, un format dentro il quale i soggetti si muovono oppressi. E’ inevitabile associare il mito di Marilyn alla moda in quanto è un soggetto rivisitato più volte, interpretato da artisti (come non ricordare Andy Warhol), film‐maker e fotografi. In particolare, per il fotografo rappresenta un passaggio quasi obbligato considerando il vasto repertorio iconografico che ha contribuito negli ultimi cinquanta anni alla creazione del personaggio sia come icona che sex‐symbol. Marilyn ancora oggi ci fa innamorare e rappresenta il soggetto più ambito sia per il grande pubblico che per i creativi dell’immagine, per ciò che ha rappresentato in quanto a bellezza, eleganza e stile. Inoltre la mostra ospiterà anche la proiezione di Filmarilyn, realizzato da Paolo Gioli nel 1992, un film muto girato in 16 mm., in bianco e nero. L’opera si basa su una serie di fotografie scattate da Bert Stern per un servizio di moda per la rivista Vogue sei settimane prima della morte di Marilyn Monroe, che Gioli ha animato producendo un’illusione di movimento.  La mostra fotografica MARILYN_MORE resterà aperta fino al 27 luglio 2012. (Ingresso libero dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18)

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