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Di Dario Bentivegna

Dopo le collezioni menwear S/S’13 a Parigi , l’Haute Couture ha dominato. Debutta  Raf Simons per Dior,  Chanel reinventa il vintage ed Armani crea una con collezione senza tempo.

L’Alta Moda ha il potere di affascinare ed ipnotizzare chiunque la guardi, sia la ristretta elite di clienti e stampa, che la maggioranza degli appassionati che la ammirano on line. Questa stagione, la AW ’12 e’ stata caratterizzata dall’attesissima collezione di Raf Simons per Dior, nominato ufficialmente direttore creativo della maison solamente tre mesi fa.

Ad una prima impressione la collezione Dior ‘delude’, poiche’ dopo la teatralita’ delle collezione firmate da Galliano, i nostri gli occhi  sono abituati ad con abiti da sera dagli enormi pesanti ed ingombranti strascichi, mentre Raf Simons e’ il designer ‘mininal’ per antonomasia. Ma l’Alta Moda non e’ fatta per uno sguardo veloce e superficiale. Simons e’ riuscito con una sola collezione , non solo a  ripulire l’estetica Dior, riproponendo capi iconici con il Bar jacket e la storica silhoutte del New Look, ma a dre il via ad un nuovo concetto di Haute Couture, moderna e portabile, con abiti dalle ampie tasche, per un atteggiamento piu’ rilassato, e sopratutto con l’abbinare dei semplici pantaloni a sigaretta sotto mini abiti dalla gonna a tulipano.

Nella direzione opposta  la collezione Chanel, intitolata ‘New Vintage’: un omaggio a Mademoiselle Coco. Karl Lagarfeld e’ sempre riuscito a rendere contemporaneo , al passo con i tempi il marchio Chanel, e con il gusto corrente. Questa volta, complice la flessione dei nuovi mercati emergenti del lusso, la ritrovata ‘concorrenza’ con Dior, gli outfit guardano al passato, riproponendo con piccole variazioni capi iconici della maison, in una collezione di altissima fattura, ma che di ‘new’, se pur vintage, ha ben poco.

Su una tematica a-temporale si e’ invece mosso Armani, con la collezione Prive’, ispirata al cielo, ai suoi diversi colori, nell’arco delle 24 ore, dall’alba, passando per il tramonto fino a notte fonda. Inconfondibili i completi giacca-pantalone, fluidi  e dai colori neutri, delicati ed eleganti i cappotti e gli abiti nelle gradazioni dell’aurora boreale, da red carpet, c’e’ da scommetterci, gli abiti finali nei colori del blue notte e tinte ancor piu’ scure, docrati di Swarovsky come stelle.

 

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