Della Dott.ssa Valentina Chiatante

La sicurezza sul lavoro

Sicurezza lavorativa e infortunio

 

Il tema della sicurezza sul lavoro sta prendendo sempre più piede e sta diventando interesse di una molteplicità di discipline a causa dei numerosi infortuni che si verificano ogni anno nel nostro Paese, morti cosiddette “bianche”,  e delle diverse cause che le provocano (negligenza umana, mal funzionamenti tecnologici, disinformazione dei rischi che si incorrono, mancanza di controlli).

Le prime spiegazioni in termini di infortuni, presenti nell’ambito lavorativo, risalgono alla fine dell’Ottocento. In quegli anni, la causa dell’infortunio veniva attribuita ad un fattore unico che poteva provocarne l’accadimento.

Essendo un’era in cui le trasformazioni industriali prendevano piede, sotto la spinta soprattutto di innovazioni tecnologiche, gli elementi presi in considerazione, riguardanti la sicurezza erano, appunto, di natura tecnica, come per esempio, la mancanza di dispositivi di protezione nelle macchine di lavoro.

Dopo gli anni ‘20 del XX secolo si sviluppa, però, una concezione di interscambio tra individuo e ambiente.

L’infortunio, non è fenomeno a sé, circoscritto, quanto piuttosto effetto di diverse cause che possono intercorrere nella relazione uomo-macchina-ambiente.

L’infortunio (incidente) diventa così, effetto di una molteplicità di processi, per cui l’attenzione si rivolge all’intero contesto lavorativo determinando la necessità di  effettuare una diagnosi dei comportamenti lavorativi per promuovere quelli non rischiosi.

Il boom economico degli anni sessanta, le rivolte degli operai di quel tempo, i sindacati per la tutela dei lavoratori, portarono alla consapevolezza che tra i lavoratori era alto il desiderio di contribuire, attraverso una partecipazione attiva, alla definizione delle proprie condizioni lavorative, di sicurezza e di tollerabilità del lavoro.

La sicurezza sul lavoro non si esaurisce più soltanto nella predisposizione di specifici dispositivi o misure di sicurezza, ma riguarda tutta l’organizzazione dell’attività aziendale, dei suoi processi produttivi e dell’opera prestata dei lavoratori.

L’uomo non riveste più solo un ruolo passivo, investito dalle regole aziendali per la sicurezza, ma diventa attore, promotore, della tutela della propria salute, della propria incolumità nell’ambiente lavorativo.

Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e di quella degli altri, le misure di prevenzione non vanno organizzate, imposte, dall’alto ma dal basso.

L’atteggiamento verso la sicurezza oggettivamente si concretizza nei dispositivi messi in atto per prevenire gli incidenti e contenerli nel caso in cui accadano; soggettivamente si esplica in un ambito mentale, una forma mentis del come fare il proprio lavoro sempre in sicurezza, prevenendo ogni tipo di rischio e attivandosi per evitare e/o contenere incidenti sul lavoro.

 

Tiziana

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