Di Tiziana Galli

Il Piacere questo sconosciuto

 

Chi si è avventurato nelle pagine di internet digitando la parola “piacere” avrà notato che essa rimanda unicamente a messaggi e immagini legati all’aspetto sessuale.

Ma il piacere inizia e finisce all’interno di questi confini?

E perché allora per molti è così difficile provarlo?

L’argomento è scottante e diventa sempre più importante fare chiarezza ai fini di migliorare ulteriormente lo stile e la qualità della vita scoprendo il “Piacere” di esistere.

 

Ce ne parla la dott.ssa Simona Landi psicologa di formazione gestaltica.

 

Dottoressa, che cos’è il piacere?

 

“E’ un bel tema, se ne potrebbe parlare da molti punti di vista. Potremmo definire il piacere come una sensazione o una percezione di benessere che può essere sperimentato emotivamente e fisicamente e può essere legato ad esperienze personali o di contatto con il mondo esterno positive e gratificanti.”

 

Tutti sanno cos’è, tutti lo cercano, eppure sembra così difficile pensarlo in molti aspetti della vita, perché?

 

“Per Aristotele il piacere è “l’atto di un abito conforme a natura” quindi uno stato naturale dell’essere.

Tuttavia il modo di vivere del nostro tempo rende difficile la possibilità di sperimentarlo nelle nostre attività abituali e per questo la “ricerca” viene rimandata a momenti specifici. Quasi sempre, erroneamente, si cerca il piacere in un’attività extra-lavorativa ed extra-familiare in cui si dedica del tempo a sé stessi. Si pensa che quell’attività o quella persona possano darci benessere e si sposta fuori di sé questa possibilità.

Questo accade per molti motivi, tra cui il fatto che i ritmi della società sono incalzanti e frustranti e quello che facciamo risulta facilmente spogliato di gusto e di benessere.

Il piacere è un’esperienza positiva che richiede prima di tutto, per essere sentito, la capacità di ascoltare il corpo. E’ raro in una quotidianeità che diventa ripetizione e in un corpo “desensibilizzato” che necessita di esperienze forti per sentirsi bene.”

 

Sta dicendo che le attività lavorative, gli impegni quotidiani e le difficoltà possono tenerci lontani dalla possibilità di provare piacere nelle cose che facciamo?

 

”Esattamente, il piacere è qualcosa che si può sperimentare in ogni momento della nostra giornata, si tratta di un modo di affrontare la vita, un modo di pensare. Il contatto con il benessere è un’esperienza che si può cercare attivamente nelle cose che si fanno. Sapere di poter “indossare l’abito del piacere” in ogni momento pone le persone nella condizione di provare un “lusso” che non coincide con il denaro, il potere o altre esperienze materiali.

E’ una condizione di appagamento che nasce da un buon contatto con se stessi e con gli altri”.

 

Perché allora quando si parla di piacere immediatamente si pensa alla sessualità?

 

“Si pensa istintivamente alla sessualità perché in effetti è un’esperienza che ci mette a contatto con il nostro corpo e con “l’altro” dandoci la possibilità, contemporaneamente, di provare piacere.

Ma in effetti il piacere è sperimentabile in tutti gli aspetti della nostra sensorialità, non solo nell’esperienza sessuale.

La “sfida” dell’uomo contemporaneo occidentale, disabituato ad “ascoltare” i sensi, può essere quella di riscoprire le varie sfumature dell’essere riattivando quelle possibilità sopite insite nel corpo e nella mente.”

 

Cosa consiglia a chi vuole abituarsi a questo Lusso?

 

“Il piacere è legato alla personalità e alla biografia di ciascuno, non esiste un consiglio specifico che vada bene per tutti.

Il Piacere è un’esperienza che appartiene all’uomo, ed è un mondo pieno di possibilità da scoprire o ritrovare.

Posso solo consigliare a chi vorrebbe vivere questo “lusso” di pensare che è possibile”.

Torneremo a parlarne.

 

Nella foto:  Hans Makart, I cinque sensi, 1879, Vienna, Galleria di Stato del Belvedere

 

Tiziana

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