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Di Annalisa Santonicola

Generazione ‘’Choosy’’ o pura fantasia?

Tra realtà e provocazione

 

Sono trascorsi solo pochissimi giorni dal 22 ottobre ribattezzato ‘’the choosy day’’ quando il ministro del lavoro Elsa Fornero ha preso parte al convegno dell’Assolombarda eppure il suo discorso ha tutte le caratteristiche per diventare un vero e proprio tormentone.

A seguito del manifestare il suo spirito collaborativo verso i sindacati della Cgil pronti a scendere in piazza, la Forneroanalizza il tema del lavoro giovanile sostenendo che oggigiorno, spesso, i giovani risultano essere un po’ troppo choosy, subito trasformato nell’italiano ‘’schizzinosi’’.

Una grande fetta di pubblico giovanile e non solo è stata subito pronta  ad accanirsi contro il ministro. I primi a discuterne, ovviamente, sono stati  gli stessi ‘’colleghi’’ politici. Infatti Vendola, ad esempio, interpreta le sue parole come  ‘’ ragazzi arrangiatevi!” ; Casini sostiene che le parole della Fornero non facciano altro che  alimentare odio sociale e la rete generazionale sinistra accusa il ministro di non conoscere realmente i giovani.  Qualcuno si è, infine, attaccato alla situazione di vantaggio che vivono i suoi figli rispetto ai giovani italiani quasi come se una persona per analizzare il mondo abbia bisogno di vivere necessariamente la medesima situazione. Se così fosse nessuno dovrebbe parlare di ricchezza, povertà, malattia e di tutto ciò che non si possiede nonché farsi un mea culpa se si è riusciti a posizionarsi in un modo favorevole. Ma è realmente questo lo scopo di Elsa: schierarsi contro la classe giovanile in un clima, poi,  di scarso lavoro?

Proviamo ad analizzare la vicenda da un altro punto di vista. Innanzitutto inizierei col precisare che, rileggendo il discorso della Fornero in maniera completa, il termine choosy meglio si adatterebbe all’italiano ‘’esigente’’ . il ministro, infatti, sottolinea  quanto una buona fetta della popolazione giovanile, dinanzi ad un colloquio di lavoro, si mostri non disponibile a giorni, orari, mansioni e compensi propostigli.  Molti son quelli che vorrebbero  lavorare poco, essere ad un livello avanzato e percepire un lauto stipendio. Ma è questa una situazione possibile? Sebbene qualcuno riesca ad averla vinta a riguardo bisognerebbe, specie alle prime esperienze, far prevalere la propria voglia di fare, la propria passione ed iniziare ad entrare a far parte di un mondo, quello lavorativo appunto, per poi esser in grado col tempo .stesso dall’interno, di ricercare la soluzione lavorativa ideale.

Vista da quest’altro punto di vista sembrerebbe essere un vero e proprio  sprono alla classe giovanile per incitarlo a fare di più, ad essere più collaborativi verso una nazione che è già in fortissime difficoltà.

Sarà allora che tutto questo vociare sia una forma di mera protesta a un qualcosa che oggi si pretende da subito? Se è vero che la parte di giovani che si distingue per buona volontà e tenacia sia in difficoltà nella ricerca di una posizione per molti altri, in realtà,  parlare con chiarezza e sentirsi dire di avere una propensione al lavoro non corretta e uno spirito collaborativo e umile ai minimi livelli non fa poi così tanto piacere perché si sa, ad ognuno il suo parere, ad ognuno il proprio modo di essere, ma la verità…eh già quanto male che fa!

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