Di Tiziana Galli

Vita da Indossatrice

Oltre il sogno e il pregiudizio: una vita da indossatrice

 

È il sogno di ogni ragazza: fare l’indossatrice.

Ma cosa significa appartenere a quel mondo da favola?

È davvero una vita di lustrini e paillettes? E ancora: bellezza e intelligenza sono davvero così distanti o incompatibili?

Oltre il pregiudizio e i luoghi comuni intervistiamo la bella Valeria Oppenheimer, ex indossatrice ed attuale insegnante, fashion-blogger, autrice e conduttrice radio e cerchiamo di capire meglio quel mondo dorato che tutte fa sognare…

 

Valeria, quando hai deciso che volevi fare l’indossatrice?

“Avevo 17 anni, lo decisi mentre ero a letto. Decisi che volevo indossare vestiti. Tanti vestiti…

Mi sono alzata, ho preso le pagine gialle, ho cercato una scuola di portamento e ho chiesto a mia madre di accompagnarmi.

Mi ricordo che il sabato pomeriggio dopo la scuola, mentre le mie amiche uscivano, io andavo a studiare portamento. Lì ho scoperto un’altra parte di me: ho scoperto la sicurezza.”

 

E’ un’esperienza che fa crescere in fretta.

“Devi imparare a scegliere: devi essere manager di te stessa.

Ti porta a crescere dal punto di vista lavorativo, ma smetti di crescere dal punto di vista emotivo.”

 

E’un lavoro faticoso?

“E’ un lavoro stancante e nessuno lo immagina.

Le indossatrici hanno tante responsabilità che, anche se non sono “gravi”, sono impegnative rapportate alla loro giovane età.”

 

Il binomio bellezza/intelligenza è raggiungibile?

“Esiste un clichè che vuole le indossatrici “cretine”. Non è così. Ne conosco tante come me cheora sono architetti, medici, ingegneri, ecc.”

 

Cosa si fa quando si smette di sfilare?

“Io ho lasciato quando avevo venticinque anni per avere il tempo di costruirmi un altro futuro e fare le esperienze necessarie per un’altra professione.

E’ stata una scelta dolorosa perché il mio lavoro mi piaceva e guadagnavo molto bene.”

 

Cosa ti manca di più di quella vita?

“Quello che più mi manca è il rumore dei tacchi a spillo. Perché è proprio vero che quando sfili entri in un’altra dimensione.

E quando sfili si vede la tua professionalità, la tua capacità di interpretare un abito.”

 

Cosa si pensa in passerella?

“Io avevo nella mia testa l’idea di “dominare” il vestito.”

 

Quali sono gli abiti che fanno paura?

“Quelli troppo lunghi, quelli con gli orli cuciti male o quelli che devi indossare con scarpe troppo strette.

Io porto il numero quaranta e una volta ho dovuto sfilare con due scarpe destre numero trentotto.

Quando è finita la sfilata avevo i piedi con il sangue che usciva, ma dovevo sempre e comunque sorridere.”

 

La sfilata nude-look, come la vive una modella?

“Un’indossatrice non ha grandi problemi con la nudità. Anche se personalmente ho evitato di fare foto di intimo.

Durante la sfilata però è diverso: sfilare a seno nudo su una passerella è quasi normale, diverso è se si sfila in piazza.”

 

Intendi dire ch il piano rialzato della passerella separa i due mondi?

“Si.”

 

Perché le modelle sono sempre serie?

“Dipende dalle indicazioni dello stilista.”

 

Perché gli stilisti preferiscono le modelle filiformi?

“Gli stilisti dicono che le curve involgariscono gli abiti, ma non sono le curve ad involgarire  gli abiti: semplicemente, adesso che è tutto meno curato e gli abiti sono meno rifiniti, se c’è un difetto il corpo formoso di una donna la mette subito in mostra.”

 

Un consiglio per piacersi

“Accettarsi. Le modelle non si accettano affatto.”

 

Una considerazione

“E’ un lavoro meraviglioso, lo rifarei.

Tu sei la dea da venerare e allo stesso tempo sei lo strumento per vendere un abito e devi sempre esserne consapevole.

Userei due parole per sintetizzare questo lavoro: impegno e disciplina.”

Lo consiglieresti a tua figlia?

“Se lei lo desiderasse si: è un lavoro che ti permette di viaggiare, di conoscere persone e realtà sempre molto differenti da te.”

 

Un consiglio a chi vuole affacciarsi in questo mondo?

“Fare e non sognare.”

Un tuo desiderio?

“Mi piacerebbe portare in televisione quello che sto facendo in radio (WR8, “Le conseguenze della moda”, in onda ogni martedì alle 17.00) per avere il supporto delle immagini.”

Noi te lo auguriamo Valeria!

Roma 12,11,2012

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Tiziana

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