Di Tiziana Galli

Quando le pietre danzano

 

Si è appena conclusa allo Spazio Arti Floreali di Roma la mostra di Paolo HermaninLitochoreia”.

Litochoreia ha offerto alla sguardo dei curiosi una parata di “pietre danzanti” nate dalla fascinazione subita dall’autore dai suggestivi teatri naturali delle coste della Gallura.

Luoghi dove il vento e il mare hanno plasmato la materia rocciosa.

La pietra, simbolo di stabilità e forza, ha sempre esercitato un fascino misterioso nell’immaginario collettivo, tanto da simboleggiare, in molte culture, persino la potenza divina.

Dalla pietra si sono ricavate lame, armi,  fuoco e scintille; monili e accessori; templi, case e meravigliose testimonianze di arte imperitura.

È una pietra l’ombelico del Mondo ed è dalle pietre che la tradizione antica usava assorbire la forza della Madre Terra.

La pietra trascende il tempo e collega come un ponte il passato al futuro mentre spirito e materia si rincorrono costantemente.

Sembra un controsenso, eppure nelle pietre di Paolo Hermanin, stabilità e movimento si fondono in un’immagine unica, lasciandosi alle spalle l’ovvio e la banalità.

Afferma Paolo Hermanin: “Il filo rosso  che sottende tutte le mie opere è costituito dalla tensione irrinunciabile al disvelamento del mistero, al  riconoscimento dello spirito nei molteplici aspetti del mondo reale. Questa componente sottile, profonda che permea la realtà in ogni ambito, sfugge, a mio parere, alla sensibilità dell’uomo contemporaneo condizionato da una “fede cieca” nella scienza e nella tecnologia.”

Roma 30 Novembre 2012

 

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Tiziana

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