Di: Benedetta Aloisi

Comprami: dallo shopping compulsivo alla vendita di se’.

È del nuovo libro “Comprami” che sto parlando. L’autrice, neo-scrittrice, classe ‘70, nata a Milano, ma romana di adozione da circa 28 anni, è Valeria Campana.

Lei stessa ama definirsi nel lavoro: attenta, incontentabile e sobria. Nella vita di tutti i giorni: conciliante, dispersiva e riservata.

La storia che ci racconta è quella di una giovane donna affetta da shopping compulsivo. Una storia coraggiosa, senza censure e lieto fine, che vede protagonista Iris, bella e talentuosa, ma insoddisfatta di una vita troppo semplice, che lei sente di non meritare.

Sembra essere posseduta da un’ irresistibile desiderio all’acquisto.

Acquisto rivolto soprattutto all’inutile che ammicca luccicante dalle vetrine dei negozi.

Compra qualsiasi cosa. Per sé, per il fidanzato, per la casa in cui vive con i genitori. Gli oggetti la rassicurano, gratificano il suo ego e le fanno trovare il suo posto nel mondo.

Spende e spande soldi che non ha, fino ad indebitarsi con le banche, e allora?

Come ne esce senza farsi troppo male? La soluzione sembra non esserci. Sotto input erroneo della madre e compiaciuta della sua stessa bellezza decide di vendere il proprio corpo, pur di rientrare nelle spese.

Ma la giovane Iris non si accorge di pagare un prezzo amarissimo per le sue mancanze. Il suo corpo non è che un mezzo per ottenere dei vantaggi e anche una difesa dietro cui nascondersi, per ignorare il un profondo vuoto interiore, ma la pone sullo stesso piano degli oggetti che lei tanto desidera, diventa lei stessa oggetto del desiderio maschile.

Il tema, della mercificazione del proprio corpo, che la Campana coraggiosamente affronta, è di spiccata attualità e ci induce a riflettere sulla società in cui oggi viviamo.

Riesce a trattare la problematica senza dare alcun giudizio, oggettivando la situazione ma senza darne un’algida rappresentazione, contestualizzandola in un periodo storico che legittima quasi l’uso del proprio corpo al fine di un’illusoria crescita sociale.

È proprio questo che l’autrice vuole sottolineare più che il patologico bisogno all’acquisto. Mettendo in luce una problematica tanto reale, si augura di ricordare alle più giovani di credere più in se stesse e di accettare con più determinazione le sfide del quotidiano. Una scrittura dal sapore amaro, dalle tonalità talvolta grigie, talvolta rosee, che ci farà aprire gli occhi sul fatto che non ci sia poi tanto da ridere, come succede invece nel film “I love shopping”.

Le due storie sono due facce opposte della stessa medaglia, ma affrontate con uno spirito diverso, questa volta, a mio avviso, più vero. Ma non è tutto, Valeria Campana crede che le cose che più debbano contare nel romanzo siano, la forza della vicenda ed il carattere dei personaggi con i loro rapporti, che vede complessi e articolati ma che rappresentano ciò che veramente darà gusto alla lettura.

Tiziana

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