Di Benedetta Aloisi

Innamoratevi della leggenda di San Valentino.

Tutte le curiosità e gli aneddoti su un Santo tanto desiderato.

 

Tra pochi giorni  si festeggia la tanto attesa festa degli innamorati: “San Valentino”. Le coppie di tutto il mondo stanno preparando dei simpatici doni da scambiarsi con il proprio partner e l’attesa accresce in qualche modo il sentimento che li lega.

Si scrivono bigliettini d’amore carichi di dolcezza e di passione e si preparano dolci dal sapore intenso, proprio come l’amore che si va a festeggiare.

Ovunque ci giriamo siamo rapiti da cuori di ogni dimensione e materiale e ci sentiamo avvolti da una frizzante aria di romanticismo. Ma vi siete mai chiesti da cosa derivi questa famosa ricorrenza? Quali sono le sue origini? Chi le ha dato il nome? Chi è stato a voler celebrare gli innamorati?

 

La legenda per antonomasia narra che la festa di San Valentino nacque sotto il tentativo della Chiesa cattolica di porre fine ad un popolare rito pagano per la fertilità.

Secondo la storia, sin dal quarto secolo a.C., i romani pagani rendevano omaggio al dio “Lupercus” con un singolare rito: ci si recava nella grotta dove si riteneva che la lupa avesse allattato Romolo e Remo, si compivano sacrifici e con il sangue ricavato si cospargevano le vie della città.

 

I  nomi delle  donne e degli uomini seguaci del dio, inoltre, venivano messi in un’urna e mescolati, un bambino poi estraeva a caso alcuni di questi nomi e da quel momento le coppie formate cominciavano a vivere una vita di intimità, che si sarebbe protratta per un intero anno, affinché si concludesse il rito della fertilità.

 

I padri della chiesa allora, convinti nel voler porre fine ad una pratica tanto licenziosa, decisero di trovare un nome al Santo degli innamorati e di sostituire l’immorale Lupercus. Sarà solo nel 496 d.C. che Papa Gelasio annullerà  la festa pagana e darà inizio al culto di San Valentino.

 

Generalmente si considera Valentino il patrono degli innamorati perché fu il primo a celebrare in nome della chiesa l’unione tra una cristiana di nome Serapia ed un pagano di nome Sabino. I racconti attorno alla sua fine sono due, da una parte si racconta che fu vittima delle persecuzioni indette dall’imperatore Aureliano e flagellato lungo la via Flaminia; dall’altra si narra invece che invitato dal pazzo imperatore Claudio II a convertirsi al paganesimo, egli si rifiutò e venne condannato a morte per lapidazione e decapitazione.

 

Durante il periodo di prigionia, antecedente la lapidazione, si narra inoltre che egli si sia innamorato della figlia cieca del custode, con la sua fede le abbia ridato la vista e per dirle addio le abbia lasciato un messaggio che si concludeva con “dal vostro Valentino”. In effetti attorno al nome di San Valentino aleggiano tante altre leggende  e la panoramica è un po’ confusa, ma da ognuna di esse si può trarre un indizio sulle moderne abitudini degli innamorati.

 

Innanzi tutto potremmo chiarire il perché della data del  14 febbraio: tutto ebbe inizio quando due giovani innamorati che litigavano, vennero raggiunti da padre Valentino. Egli, per porre fine alla discussione, regalò loro una rosa in segno di riconciliazione, che i due avrebbero dovuto stringere senza pungersi. Qualche tempo dopo la coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio e da quel giorno, ogni 14 del mese, le coppie del paese di Terni decisero di chiedere la stessa benedizione; la data è stata poi ristretta al mese di febbraio perché fu il mese della morte del santo.

Ma non finisce qui, perché a San Valentino c’è l’usanza di scambiarsi dei regali?

La leggenda narra che San Valentino possedeva un grande giardino nel quale permetteva a tutti i bambini del paese di giocare sotto la sua protezione. Alla fine della giornata i bambini si raccoglievano attorno al buon Valentino ed ognuno di loro riceveva in dono un fiore che sarebbe stato poi regalato alla propria mamma in segno d’affetto. Da qui nacque la tradizione di donare un pensiero alle persone a cui vogliamo bene.

 

E ce n’è ancora una, chiamata la leggenda dei Colombiani, che ci chiarisce le idee sull’immagine della colomba degli innamorati. Un bel giorno Valentino venne fatto prigioniero dal re, che lo condannò al carcere a vita e tutti quei bambini, che felicemente giocavano nel suo giardino, non avrebbero più potuto accedervi. Fortunatamente due delle sue colombe, sotto azione del Signore, fuggite dalla gabbia che le imprigionava, intercettarono il carcere dove era tenuto Valentino e lo raggiunsero. Qui il buon Santo legò al collo di una un messaggio e al collo dell’altra la chiave di apertura del giardino. Le colombe tornarono indietro e portarono alle famiglie e ai bambini la buona novella. Sul bigliettino c’era scritto: “A tutti i bambini che amo…dal vostro Valentino”. E allora Buon San Valentino a tutti gli innamorati del mondo!

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