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Di Annalisa Santonicola

La scienza che brucia

 

Sfogli un giornale, ascolti un TG e non si fa altro che discutere di cronaca nera e criminalità sul territorio campano. Ma chi conosce davvero Napoli, il capoluogo, sa che questo è anche centro di molteplici bellezze, arte e  cultura.

Città della Scienza, in primis, ne era un esempio. Erano i primi anni ’90 quando il professore Vittorio Silvestrini e un mix di eccellenti professori e intellettuali diedero vita alla Fondazione Idis e a quell’intuizione che poi avrebbe portato  a visitare più di 350.000 persone l’anno l’area della «Città delle Scienza» composta da un museo scientifico interattivo, un incubatore di imprese e un centro di formazione.

Una struttura che ospitava all’incirca 160 dipendenti. Poi due settimane fa, il 4 marzo, impazzano foto e notiziari della struttura in fiamme. I padiglioni interamente distrutti  ad eccezione del cosiddetto ‘’Teatro delle Nuvole’’ ovvero lo spazio che ospitava diverse rappresentazioni.

Cosa avrà provocato il rogo? E’ stato un evento accidentale, doloso, criminale….cosa?

Sebbene le voci del ‘’dolo’’ siano sempre più insistenti restano domande a cui ancora oggi non si riesce a dare una risposta certa.

L’unica certezza proviene dalle numerose persone che si sono mosse in protesta, ad esempio, durante il flash mob del 10 marzo che, da piazza Coroglio ha raggiunto i cancelli della ormai ex Città della Scienza. Un evento gremito di persone molte delle quali con del carbone in volto a rappresentare la città che va in fumo. Infine, una miriade di palloncini bianchi lanciati in aria come segno di una volontà di ripresa della città.

Molte anche le istituzioni che si sono mosse a favore. Federculture ha raggiunto tanti importanti consensi e adesioni per la ricostruzione della zona. E’ partita nei giorni scorsi una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi presso tutti i luoghi della cultura (musei, biblioteche, teatri, auditorium) dove visitatori, turisti, pubblico e spettatori potranno lasciare un loro contributo volontario per la ricostruzione del polo museale-scientifico. Dopo enti ed istituzioni ha chiesto  il coinvolgimento di atenei e scuole affinché anche gli studenti possano contribuire in massa all’iniziativa.

Ma tutti possiamo dare un contributo all’iniziativa. Farlo è semplicissimo, basta donare tramite bonifico bancario

su Banco di Napoli IBAN: IT41X0101003497100000003256

oppure BNL IBAN: IT96T0100503408000000030000

oppure con un semplicissimo sms al 45599.

C’è tempo fino al 31 marzo….affrettiamoci tutti per riportare in alto la nostra cultura!

 

19/03/2013

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