Di Alba De Biase

I fotografi di Life

Inaugurata il 1 maggio la mostra “Life” nel nuovo spazio AuditoriumExpo dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un percorso inedito che si compie attraverso 150 opere dei fotografi che hanno fatto la storia del magazine, rendendolo un mito della fotografia internazionale.

La rivista creata nel ‘36 dal fondatore di Time, Henry Luce, ha raccontato la storia di un secolo, il Novecento, ma anche la storia stessa del fotogiornalismo, attraverso gli scatti di grandi autori: dalla Depressione degli anni ‘30 allo sbarco in Normandia alle immagini di Robert Capa in piena azione bellica che condussero all’affermarsi del mito “Life”, contribuendo anche alla creazione di una memoria condivisa. “Vedere la vita, vedere il mondo” era il motto apparso sul primo numero di Life, con il quale si esprimeva una nuova linea da seguire e un nuovo modo di osservare e raccontare l’attualità.

In un’epoca in cui internet non esisteva, la tv ancora non monopolizzava le attenzioni, la comunicazione passava ancora in buona parte dai giornali, dai magazine, Life entrò nella mitologia per aver messo in primo piano, l’immagine, affidandola ai più grandi fotografi del mondo. Da Eisenstaedt a Bourke-White, da Mydans a Parks, da W. Eugene Smith a Robert Capa fino a Morse e a McNally, sono 99 i fotoreporter e 150 gli scatti esposti che li hanno resi giganti.

Per decenni queste immagini sono penetrate negli occhi di tutti: i Marines che alzano la bandiera USA sul monte Suribachi in Giappone, Churchill che fa la quinta elementare, Haudrey Hepburn e Grace Kelly in camerino, trasformandosi in simboli.

John Loengard, uno dei fotografi storici di Life e straordinario ritrattista, così spiega la “magia” dello stile Life:

“I fotografi che lavorano per Life riprendono il mondo che li circonda e prestano una particolare attenzione alle persone che lo abitano e alle loro attività. Ciascuno di noi è convinto di saperlo fare meglio di chiunque altro (ma forse non tutti abbiamo ragione). Molte delle nostre foto restano impresse nella memoria e diventano veri classici.

Per quale motivo? Credo perché conservano la capacità di sorprendere. La parola scritta diventa rapidamente obsoleta: una notizia vecchia è un ossimoro. Invece le fotografie vecchie continuano a richiamare la nostra attenzione, e credo sia proprio questo lo spartiacque tra le ambizioni dei fotografi e quelle dei giornalisti. L’ambizione di creare opere che non perdano mai d’interesse, è la base portante di questo lavoro”.

La mostra, una produzione della Fondazione Musica per Roma e della Fondazione FORMA per la Fotografia, è accompagnata da un volume pubblicato da Contrasto, in cui potrete trovare profili biografici e le immagini degli autori in esposizione.

La mostra sarà aperta fino al 4 agosto, ma affrettatevi l’estate passa in fretta!

02/05/2013

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  • Louis Armstrong, Las Vegas, NV, 1965
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Alba De Biase

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