Di Tiziana Galli

dall'autismo si esce se diagnosticato in tempo

L’altra opportunità

Intervista a Selene Colombo

 

Sapevi che un bambino autistico può essere felice?

E sapevi che possono esserlo anche i suoi genitori?

La felicità esce dai pacchetti standard che l’opinione comune ha pre-impostato.

Forse è tempo di aprire gli occhi.

Soprattutto: sapevi che un bambino autistico può guarire?

Queste le domande sollecitate da Selene Colombo che, con il suo documentario “ocho pasos adelante”, prodotto insieme alla sorella Sabina Colombo, offre uno squarcio di luce nuova su un argomento poco conosciuto.

Dura settantadue minuti, filmato interamente dal vivo e senza alcun tipo di simulazione, il video è stato proiettato due volte a Buenos Aires lo scorso 11 e 23 aprile, nell’ambito del festival del cinema BAFICI.

In seguito alle due proiezioni, il documentario ha ricevuto il titolo di opera di “interesse culturale” da parte del Parlamento della capitale argentina.

Selene, parlando con la neuro-psichiatra Alessia Rattazzi, ha scoperto che la soluzione all’autismo è la diagnosi precoce e, pur non avendo un interesse diretto nel divulgare questo messaggio, ha sentito l’esigenza di  dirlo a tutti.

Oggi, Fashion News Magazine è la prima realtà editoriale italiana a parlarne, intervistando per Voi Selene Colombo, autrice e regista del film.

 

Selene, è difficile diagnosticare per tempo questa malattia?

No

 

E allora, perché non si fa?

“Perché non si sa!

In Italia non se ne parla sufficientemente. Negli Stati Uniti esiste un test, CHAT TEST (Checklist for Autism), composto di venti domande, che automaticamente rilascia la diagnosi. Lì, per legge, i pediatri debbono eseguire questo questionario e se c’è il rischio della malattia  il bambino viene mandato immediatamente dal neurologo.

 

Entro quando sarebbe opportuno intervenire?

L’ideale sarebbe diagnosticare la malattia nei primi diciotto mesi di vita del bambino.

Fondamentale è cambiare l’approccio alla malattia. Il bambino autistico non può essere strattonato nel mondo cosiddetto “normale” costringendolo ad assorbirne il modo di comunicare.

E’ invece “fondamentale capire cosa piace al bambino stesso per poterlo coinvolgere in attività ludiche.

Assecondando il suo modo di giocare il bambino ti lascia entrare nel suo mondo e lì nasce il dialogo.

 

Non si nasce genitori, tanto-meno si nasce capaci di affrontare isolatamente realtà complesse, ma in questi casi la giusta informazione fa la differenza.

 

Come si impara a comunicare con un figlio autistico?

I genitori apprendono le migliori tecniche di comunicazione con il loro bambino attraverso il lavoro di equipe specialistiche.

Ad esempio, in Argentina, la terapia è gestita da un team di professionisti che va dalla figura del logopedista per arrivare al neuro-psichiatra. La supervisione è multi-disciplinare e coinvolge tutta la famiglia. Il problema dell’uno è occasione di crescita per tutti.

La bella notizia è che dall’autismo, se preso in tempo, si può guarire del tutto e anche i genitori con figli autustici possono essere felici: hanno l’opportunità di guidare il loro bambino verso la guarigione.”

 

Roma 6 Maggio 2013

 

 

Tiziana

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