Di Umberta Castellano

Intervista a Moreno Amantini, protagonista di “Cinque donne e mezzo“.

Debutta a teatro la prima commedia di Piero Moriconi come regista; Fashion News Magazine è media partner.

Il 29 maggio “Cinque donne e mezzo” sarà in scena al Teatro Brancaccino di Roma. Fashion News Magazine, in qualità di media partner dello spettacolo, ha intervistato uno dei protagonisti, Moreno Amantini.

Da dove nasce la tua passione per la recitazione?

“Fin da bambino ho sempre frequentato corsi di teatro, dal semplice dopo scuola a piccoli teatri di quartiere. Ho sempre sognato di recitare. Con il tempo è diventato un mestiere. È una passione che ho dentro fin da quando ho i primi ricordi di vita.”

Ti sei laureato in Sociologia della Comunicazione. Quali erano le tue prospettive post-laurea?

“In realtà ai tempi dell’università già lavoravo sia in tv che in teatro. Però devo ammettere che durante gli anni universitari mi era balenata l’idea di fare il giornalista. Frequentai uno stage anche nella redazione giornalistica romana di Rtl 102.5 ma ci misi poco per capire che non era per me.. anche se molti pensano che io sia un giornalista visto che per Vippando intervistavo personaggi del mondo dello spettacolo.  Anzi ne approfitto per ribadirlo: non sono un giornalista!”

Cosa pensava la tua famiglia di questa tua scelta di voler entrare a far parte del mondo dello spettacolo?

“I miei mi hanno sempre appoggiato in tutte le mie scelte e devo ammettere che quando hanno visto i sacrifici e i primi frutti sono stati felici per me. L’unica cosa che mi hanno sempre ricordato è di mantenere la mia umiltà e di tenere i piedi ben saldi a terra. Questo mestiere è un terno all’otto. Oggi ci sei, domani chissà. Cosa che dovrebbero tenere a mente tutti gli pseudo personaggi del Grande Fratello e i fanta tronisti di Uomini e Donne.”

Hai iniziato la tua carriera come attore da fotoromanzi. Com’è stato questo primo approccio al mondo dello spettacolo?

“È stato un puro caso. Mandai delle foto ad un’agenzia romana che si occupava di fotoromanzi e da lì è cominciata questa esperienza durata per abbondanti tre anni. Mi sono divertito come un matto e anche se può sembrare un mondo lontano dalla recitazione vi posso garantire che interpretare un copione solo con espressioni facciali e pseudo movimenti è stata davvero una bella palestra.”

Sei stato notato da subito da “Mamma Rai”?

“Sono entrato in Rai dalla porta di servizio partendo da un contratto di semplice figurante. Ho fatto la vera gavetta. Quella che si faceva un tempo e ne vado fiero. Poi ho iniziato a lavorare come attore di telepromozioni fino a che Alda D’Eusanio, dopo un provino, mi ha scelto per entrare nel gruppo di opinionisti in “Al Posto Tuo”, un fortunatissimo talk show di Raidue. Sono rimasto nel cast anche nelle edizioni successive con Paola Perego prima e Lorena Bianchetti poi. Devo però la mia grande visibilità a Paola Perego che ha creduto molto in me dandomi all’interno del programma grande spazio. Da lì la gente ha imparato a conoscere il vero Moreno. È stato molto bello ma anche un lavoro di grande responsabilità: entrare quotidianamente nelle case degli italiani non è semplice. Devi farlo con i piedi di piombo e garbo. Spero di essere riuscito nell’intento.”

Com’è cambiata la tua vita dopo essere diventato un volto noto della tv? Firmavi molti autografi per strada?

“Devo ammettere che la vita un po’ ti cambia ma sta a te far in modo che non ti cambi del tutto e che soprattutto non interferisca con la tua sfera privata fatta di affetti e di amicizie vere. Di autografi ne ho firmati parecchi, soprattutto durante gli anni di “Al Posto Tuo”. È bello e gratificante ma non per l’autografo in sé ma per l’affetto che ti dimostrano le persone. Devo ammettere che ho sempre ricevuto consensi positivi.”

Il tuo è un curriculum ricco di esperienze, ma qual’é il ruolo in cui ti piaci di più? 

“Non ce n’è uno in particolare. Quando scelgo un lavoro sposo un progetto che sia teatrale o televisivo. Mi piace lavorare in teatro quanto mi piace lavorare in tv anche se la seconda nell’ultimo periodo mi sta un po’ deludendo. Spero presto si possano aprire nuove frontiere.”

“Vip e Dintorni”. Universo che ti affascina?

“Dopo essere stato per tre anni il volto di un programma che si chiamava “Vippando” credo sia una conseguenza naturale e fisiologica. Ho sempre scritto e parlato di spettacolo, anche in veste di opinionista, e da buon sociologo della comunicazione mi ha sempre affascinato il cambiamento professionale degli ultimi anni con l’avvento dei reality e dei nuovi personaggi tv. Il discorso andrebbe approfondito e mi dilungherei parecchio quindi è meglio chiuderla qui. Però concludo così: questi format non hanno fatto altro che abbassare il livello artistico dello star system nostrano creando personaggi che non hanno né arte né parte e che spesso si sentono dei grandi divi.”

“Cinque donne e mezzo”: che rapporto hai con il tuo personaggio? 

“Beh, interpreto un uomo che si sente una donna afro anni 70! (ride). È sicuramente un ruolo sopra le righe e molto divertente. Non facile da portare in scena perché c’è il rischio di cadere nei soliti cliché. Inoltre per me è la prima volta che recito e ballo contemporaneamente per giunta sui tacchi. Speriamo bene!”

Cosa ti aspetti il 29 maggio in teatro? Sei un po’ ansioso?

“L’ansia c’è sempre come l’emozione. Guai se mancassero. Cosa mi aspetto? Un teatro pieno di persone soddisfatte e divertite.”

Hai paura di sbagliare qualche battuta?

“Questa è una paura che non ho mai avuto. Primo perché ho una memoria di ferro secondo perché si tratta di un testo inedito quindi anche se ciò dovesse accadere riguarderebbe solo noi attori, il pubblico non se ne accorgerebbe. Possono accadere intoppi, pause o momenti di buio ma lì sta al cast e alla sua unione portare a casa il tutto senza far accorgere lo spettatore dell’errore. Ora ti svelo un segreto: quando si lavora in teatro ogni attore conosce a memoria tutto il testo, comprese le battute degli altri. O almeno, così dovrebbe essere in modo da poter intervenire qualora ci fosse un vuoto di memoria.”

Com’è stato lavorare con gli altri protagonisti e Piero Moriconi ?

“Con Angela Melillo avevo avuto già il piacere di lavorare anche se mai in teatro. Tempo fa abbiamo presentato delle serate insieme e devo anche ammettere che è nata una bella amicizia. È stata proprio Angela a presentarmi Piero Moriconi e a propormi questo ruolo. Mi trovo davvero molto bene con tutti e poi Piero è un mito, è riuscito a farmi ballare con tanto di tacchi da donna, cosa non facile per me che sono un tronchetto della felicità! Ora speriamo di non deluderlo!”

Hai già altri progetti?

“Veramente no. È da circa un anno e mezzo che faccio poco e niente perché ho aperto un Caffè a Roma che gestisco personalmente. “5 Donne e mezzo” è, se vogliamo, il mio ritorno. Spero escano altre cose e il mio sogno nel cassetto in questo momento riguarda un format tv che ho scritto e che mi piacerebbe condurre. Vediamo.. non aggiungo altro per scaramanzia.”

Spesso capita che chi voglia diventare attore venga scoraggiato. Ti senti di dare qualche consiglio?

“I consigli per essere efficaci devono essere ben recepiti. Purtroppo, oggi, chi vuol fare questo mestiere lo fa più per la voglia di apparire e per la notorietà piuttosto che per passione. È un lavoro duro che non ti permette di staccare e rilassarti mai. Soprattutto all’inizio. Nei giovani di oggi vedo solo tanta voglia di arrivare presto e subito. Dico questo perché ho insegnato in un’accademia di spettacolo e questo ho riscontrato. Purtroppo. L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di prepararsi seriamente senza spendere soldi per inutili corsi o book fotografici. Prima di tutto bisogna capire se si è portati per questo mestiere. Iniziare anche dal teatro di quartiere può essere una grande palestra. Non nego che anche un pizzico di fortuna fa la differenza. Se son rose fioriranno altrimenti gambe in spalla e ci si reinventa in un altro mestiere.”

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