Di Umberta Castellano

Intervista a Virginia Fioravanti, protagonista di “Cinque donne e mezzo”.

Debutta a teatro la prima commedia di Piero Moriconi come regista; Fashion News Magazine è media partner.

Il 29 maggio ”Cinque donne e mezzo sarà in scena al Teatro Brancaccino di Roma. Fashion News Magazine, in qualità di media partner dello spettacolo, ha intervistato uno dei protagonisti: la ballerina Virginia Fioravanti.

Ti sei diplomata come “perito turistico”. Ti piace viaggiare?

“La storia del mio diploma è lunga e tortuosa, probabilmente anche soporifera, quindi riassumo velocemente il tutto dicendo che: in principio avevo scelto il liceo classico, il “Tasso” per essere precisi, dove l’occupazione è stata cosi bella che alla sua fine ho chiesto il nullaosta! Il tecnico per il turismo è stata un’avventura a “conduzione familiare” dato che nella scuola che ho frequentato ci insegnavano entrambi i miei genitori! Quindi si! Mi piace viaggiare!”

Che percorso di studi hai fatto per raggiungere la tua posizione? E’ stato faticoso?

  “Il mio percorso di studi dopo il diploma ha subito una fase di contaminazione caotica che mi ha fatto passare dalla facoltà di medicina a quella di architettura, alla musica, al Dams – Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo. Ero, come dire, piena di interessi!”

Cosa indirizza una ragazza alla danza?

“Sono convinta che si parta da una componente di estetismo puro. Basti pensare che la maggior parte delle bambine di 4 anni che iniziano a fare danza la prima cosa che chiedono è il tutù rosa. E, ben venga! Perché la danza è un tutù rosa, è solo le note belle di qualsiasi musica, è conoscere e apprezzare il proprio corpo per la molteplicità di cose belle che è in grado di fare, è sapere che le principesse di Walt Disney sono disegni ma, se danzi, tu sei una di loro. Poi superati i trent’anni,( per evitarti il ruolo della matrigna, perché quello ti rimane) entra in gioco Pina Bausch che dice: <<Danziamo, danziamo, altrimenti saremo perduti!>>.”

 Ti hanno mai detto “Non sei abbastanza brava”? (a qualche provino magari?)

Credo che le volte che mi abbiano detto “non sei abbastanza brava” superino di gran lunga quelle in cui mi hanno detto “sei brava”! Nella danza non si è mai abbastanza bravi! Poi sta a noi decidere se ricavarci il nostro piccolo angolo di gratificazione e soddisfazione, consci dei nostri limiti, o se decidere di martellarci i piedi e distruggerci il corpo, snaturando qualcosa che non si può o si poteva cambiare tempo prima. Credo che ognuno di noi “è abbastanza bravo” se riesce a far sorridere” abbastanza” il suo cuore!”

Hai mai pensato di voler intraprendere una strada diversa da quella che hai scelto?

 “Lo penso almeno cinque volte al giorno: quando non c’è lavoro, quando mi vedo crescere troppo velocemente, quando mi alzo in piedi e le ginocchia emettono strane lamentele, quando penso di volere un figlio, quando penso di non volere un figlio per non vedere il mio corpo cambiare la sua forma rigorosa, quando vorrei comprarmi una casa, quando… vedi già siamo a sei!! Ma, semplicemente, non puoi.”

“5donne e mezzo”: chi è, cosa dice o vuole dire il personaggio che interpreti?

  “Questa fantastica commedia si è rivelata una delle esperienze umane più interessanti e stimolanti che potessi augurarmi di vivere. Il mio personaggio si chiama Serena, ed il nome è tutto un programma! Non posso svelarvi di più ma, in anticipo, vi dico che mi ci riconosco molto! A voi scoprire il perché!”

Descrivici i tuoi colleghi di “5donne e mezzo”…

 “I miei colleghi direi che sono folkloristici! Tralasciando la parte formale e i noiosi convenevoli, questo cast è una quotidiana scoperta antropologica! Siamo tutti cosi diversi che ci stupiamo ogni volta degli altri e di noi stessi, la nostra sala prove è un insieme di stupore, risate, consapevolezze, confronti, tanto che, a volte, penso che a questo spettacolo il copione non  serva! Onorata di lavorare con loro.”

Cosa provi quando sei sul palco?

 “Secondo me tutto parte dal pavimento. Chiunque abbia mai calcato un palcoscenico sa che la prima sensazione che ti arriva e una “morbidezza” a contatto con i piedi, nudi. Poi vai a Londra è c’è la moquette e pensi che superi di gran lunga quella morbidezza, ma niente da fare. Quindi provi con il bagnasciuga, e li c’è anche il mare che fa la sua parte ma, ancora, niente. Rimane di provare a ricordare la sensazione di morbidezza che i tuoi piccoli piedi da neonato provavano a contatto con le mani materne e forse questo non ci è concesso ricordarlo proprio perché sarebbe l’unico paragone vincente o forse perché, mi piace pensare, che sia il modo autentico per permetterci di conoscere, da adulti, quella sensazione di appartenenza ombelicale.”

Dopo “5donne e mezzo” quando ti rivedremo sul palcoscenico?

A questa domanda non so rispondere!”

Leggi anche l’intervista a Moreno Amantini, clicca QUI.

Per leggere tutte le interviste ai protagonisti clicca QUI.

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