Di Umberta Castellano

Intervista a Marco J. Reyer, fotografo di “Cinque donne e Mezzo”

Debutta a teatro la prima commedia di Piero Moriconi come regista; Fashion News Magazine è media partner.

 

Il 29 maggio ”Cinque donne e mezzo sarà in scena al Teatro Brancaccino di Roma. Fashion News Magazine, in qualità di media partner dello spettacolo, ha intervistato il fotografo, Marco J. Reyer.

 

Quando hai iniziato ad appassionarti alla fotografia ed al mondo dello spettacolo?

La passione verso l’ordine, l’armonia, l’equilibrio, credo siano insiti nella mia stessa vita dalla più tenera età, tramite i miei genitori, per i quali l’arte, la musica ed il teatro in generale erano cibi giornalieri e quindi, hanno dato a me la possibilità di apprezzare tutto ciò che di bello offre  la vita. Per me penso sia stato naturale il desiderio e la ricerca di creare ed ordinare, dando armonia ed equilibrio a quello che io consideravo “bello”. La fotografia penso sia venuta spontaneamente, dal momento che era lo strumento più adatto.

Hai una laurea in psicologia clinica: ti aiuta in qualche modo nel tuo lavoro?

 Tanto. E’ la base importante per cercare di capire quello che voglio e come lo voglio.

Quali sono i fotografi che ti ispirano e perché?

Sono molti…da Arnold Newman, Herb Ritts, Bruce Webber, Robert Mapplethorpe, Davide Lachapelle… Loro hanno la capacità di captare e mostrare con semplicità l’anima di una persona; in uno sguardo, un movimento, riescono a trasmettere quello che vogliono in uno scatto. Davvero, penso sia formidabile.

Cosa hanno di particolare le tue fotografie rispetto a quelle di tanti altri fotografi?

Mi concentro e cerco di captare l’attimo – per me è importante perpetuare – il resto lo realizzano coloro che vedono le mie foto; è interessante osservare quante persone colgano ciò che volevo loro trasmettere. Non è un’impresa facile, siamo tutti esseri umani, ma ognuno di noi ha il suo modo di interpretare e percepire.

Cos’è per te l’arte?

E’ sempre un po’ difficile spiegare cosa sia l’arte, quando ogni giorno appare qualcosa di nuovo “le nouveau”; ieri è dimenticato, e domani, “passe” semplicemente. Questo è lo stato dell’arte: una visione, e come tale rimane solo nella tua mente. Se nessuno può vederla è semplicemente “nulla”, deve quindi venire alla luce e prendere vita, parte per parte, pezzo per pezzo, prendere la forma della visione che uno ha. Sicuramente non è facile, però vale la pena affrontare lo sforzo.

Lavorare all’estero, meglio o peggio di lavorare in Italia?

“Nell’arte, è difficile qui in Italia, come in Nepal… credo sia importante tenere sempre presente quello che uno cerca e cimentarsi nell’arduo e difficile compito di mettere ogni pezzo del mosaico della tua visione insieme per completare l’opera desiderata. L’arte di fare arte e di comporla.”

Tra pochi giorni sarà a teatro “ 5 donne e mezzo”, lavoro difficile?

 Difficile.. però, come vedi, non impossibile….

 Cosa raccontano le foto di “5 donne e mezzo”?

E’ un lavoro ancora in cantiere, però spero poter trasmettere un concetto od una visione della donna oggi.” 

Cosa vuol dire “trasmettere” o “raccontare” attraverso le immagini?

E’ molto relativo, suggestivo ed individuale quello che uno riceve nel vedere un’immagine, poiché ognuno di noi ha un bagaglio storico e psicologico diverso; però se ciò che vedi ti colpisce o ti tocca nel profondo, penso proprio che si è fatto centro.

Sei emozionato per questo spettacolo?

Sì, ancora non si sono “rotte le acque” però quasi ci siamo.

Quanto conta la post-produzione?

E’ quel che lega il tutto…..l’idea, la visione, il concetto. Diciamo che è una forma per amalgamare, se uno ha bisogno.

Per un lavoro come il tuo, sono importanti i social network? Ti piacciono?

Tutto è importante per farsi conoscere. Basta “stare sulle labbra di tutti.”

I giovani fotografi.. cosa ne pensi? Ne segui qualcuno?

Hanno più possibilità, sono facilitati per essere nati in un’era tecnologica, hanno quindi l’imbarazzo della scelta. Anche se

questo, a volte, crea dei problemi, l’avere tanto a volte va a scapito della creatività.

In questo momento di crisi è difficile emergere e crearsi una strada?

Penso che si debba fare di necessità virtù.

 

Leggi anche l’intervista a Piero Moriconi, clicca QUI

Per leggere tutte le interviste ai protagonisti clicca QUI

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