di Cecilia Turriziani

Giorgia Ferrero

Dal fim “La grande bellezza”: poliedrica Giorgia Ferrero

Bella, affascinante e soprattutto brava: Giorgia Ferrero, attrice italiana diplomata nel 2004 all’International Acting School diretta da Giorgia Cantalini. Tra i suoi insegnanti: Francesco Randazzo, Giovanna Summo, Margarethe Assmuth e Alessio Bergamo. Continua i suoi studi con Vincenzo Attingenti presso il Teatro Spazio Uno, dividendosi oltretutto tra cinema e teatro, e nel 2012 viene scelta per un corso di acting diretto da Ivana Chubbuck al Centro Sperimentale di Cinematografia.
Scoperta da Maurizio Sciarra, fa il suo esordio nel cinema con “Quale Amore” a fianco a Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada, a seguire “Amore che vieni, amore che vai” di Daniele Costantini ed ora sugli schermi con “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino a fianco ad un grande interprete comeToni Servillo. Numerose sono le sue interpretazioni teatrali quali: “Il Terrorista” da i Demoni di Dostoievskji diretta da Sharoo Keradmand, “Generation” omaggio a Andy Warhol, e tra i più recenti “Vernissage” di Saverio Bari.

Nasci in teatro e subito dopo debutti al cinema. Ti vedi di più come attrice da “grande schermo” o da “palcoscenico”?
“Amo il teatro tanto quanto amo il cinema, ma vorrei dedicarmi di più al secondo, il mio desiderio al momento sarebbe quello di lavorare di più nel cinema italiano, purtroppo il lavoro è poco, le attrici da 30-35 anni in sù non vengono molto considerate. Sono comunque due modi differenti di lavorare, l’energia del pubblico istantanea che ti regala il teatro ovviamente il cinema non te la da”.

Proprio in questi giorni nelle sale cinematografiche è uscito il film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, con grandi interpreti come Toni Servillo il protagonista, Carlo Verdone, Sabrina Ferrilli… Unico film italiano, oltretutto, a partecipare al Festival di Cannes. Qual è il tuo ruolo?
“Io sono un’ammiratrice di Jep Gambardella (Toni Servillo), un giornalista disilluso che si muove nella mondanità di una città come Roma, dove il tema principale delle feste è il potere e l’apparire. Ecco io sono innamorata di tutto ciò, sono innamorata di Jep, ma non solo per il suo potere o per la sua capacità di introdurmi nel patinato jet set, ma anche come uomo. Il mio personaggio vorrebbe essere cambiato da lui”.
Quanto ti vedi vicino al personaggio che interpreti?
“Beh, francamente me ne discosto totalmente. Non sono solita frequentare questo tipo di feste, sono anche piuttosto riservata. E soprattutto non credo che in questi ambienti si possa creare l’opportunità di essere scritturati per un ruolo, o per lo meno lo voglio sperare. Esistono situazioni del genere, lo so, ne sono consapevole, ma voglio ancora credere nella riuscita del talento e del merito. Il mio personaggio ha un desiderio spasmodico e costante di mostrarsi, farsi vedere, ma non per quello che è ed è capace di fare, ma per quello che vuole apparire”.

Stai affrontando inoltre un tema attuale: quello della violenza sulle donne. Stai infatti preparando uno spettacolo teatrale i “Labirinti del Male” di Francesco Zarzana. Raccontaci di questa rappresentazione.
“Sì, andremo in scena il 15 giugno al Teatro Storchi di Modena. Io interpreto una donna comune che subisce una violenza domestica dal suo compagno e ne racconto la storia fino ad arrivare al mio assassinio”.

Ti sei mai sentita vittima di una violenza? Per violenza intendo anche molestie verbali.
“Mmmmh, beh sì, ben due casi di stalking, ti parlo di 10 anni fa circa. Non riguarda il mio lavoro, era una storia del tutto estranea ad esso. In un caso ho dovuto addirittura denunciarlo. Ora, però, mi sta venendo in mente un altro caso, ero al mio primissimo casting, lavoravo per un’agenzia di moda a Firenze, iniziai come modella e mi accompagnò il mio fidanzato dell’epoca. Andato via rimasi da sola con l’organizzatore del provino che mi chiese di togliermi i vestiti. Ovviamente rifiutai, ma la cosa mi turbò e non poco, ricordo che piansi per una settimana e che pensai di non voler far più questo mestiere se avessi dovuto iniziare in questo modo e scendere a tali compromessi”.

Che messaggio vuoi lanciare alle donne a tal proposito?
“Di farsi rispettare sempre e comunque. Il mio personaggio racconta le conseguenze del suo silenzio, perchè non lo ha denunciato. Le donne devono parlare e non avere la presunzione di credere che riusciranno a cambiare un uomo o il suo atteggiamento violento. Sono proprio queste donne che poi si ritrovano ad essere protagoniste di violenze domestiche. Quindi sì, il mio messaggio è sicuramente pretendere rispetto e soprattutto impedire la violenza verbale e psicologica, non subire insomma”.

Sogni nel cassetto?
“Lavorare, lavorare tanto. Anche all’estero. In questo momento sogno un’esperienza fuori dall’Italia. Amo il mio paese e vorrei che il cinema italiano si cimentasse di più in ruoli femminili profondi, non mi dispiacerebbe interpretare una donna-eroina”.
Che la “Grande bellezza” e soprattuto il grande talento di Giorgia Ferrero possa trovare spazio nel cinema italiano e non.

Valentina Rossi

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