Di Denise Ubbriaco

Tiziano Guardini.

Intervista a Tiziano Guardini.

Stilista creativo, umile, originale e appassionato della natura. FNM ha avuto il piacere di intervistare Tiziano Guardini che, con grande ironia e spontaneità, si è “sottoposto” alle nostre domande. Con estrema semplicità, ha lanciato il suo messaggio. Un messaggio di elevato spessore, di rispetto per la natura e per la lavorazione artigianale… e lo ha tradotto in splendide creazioni.

La domanda di rito: Come nasce la tua passione per la moda?

Ascoltando, oggi, una scelta che avevo già fatto quando ero piccolo. Mi sono ritrovato, con un foglio ed una matita in mano, a disegnare tutte le collezioni.”

Quindi hai sempre con te un block notes e una biro per mettere nero su bianco tutto ciò che ti viene in mente quando arriva l’ispirazione?

Un blocco per gli appunti, un foglio, una penna o una matita li ho sempre con me.

Come e quando hai capito che la moda avrebbe condizionato la tua vita e sarebbe stata la strada che ti avrebbe portato al successo?

E’ stato come se non volessi fare altro che questo nella mia vita. Mi faceva stare bene. Sono arrivato alla moda in età adulta. Ho fatto questa scelta dopo essermi laureato in economia. Ho capito che volevo seguire questa strada, così mi sono iscritto all’Accademia Koefia e, dopo alcune esperienze in aziende d’alta moda, eccomi qua.

Da cosa cogli, in genere, l’ispirazione?

Da tante cose. Dalla natura moltissimo. Ad esempio: passeggio, vedo una foglia e penso ad un sacco di cose, come un ricamo o una piega. L’ispirazione può nascere davvero da qualsiasi cosa: un’emozione, un video, una canzone, un viaggio, una foto.

Insomma, dal tuo bagaglio di esperienze: tutto quello che vivi e senti lo tramuti in meravigliose creazioni.

Eh, si. Quando ti affacci ad un lavoro come questo, devi comunicare te stesso, le tue sensazioni e un tuo messaggio. Io racconto me stesso.”

A questo punto, dimmi, qual è tuo messaggio?

Il mio messaggio è sicuramente un messaggio di rispetto delle lavorazioni, dei materiali. Di base c’è un ascolto del mondo. Non voglio creare qualcosa solo per essere riconosciuto, ma qualcosa che sia un bene comune. La nuova collezione prèt-à-porter avrà proprio questo messaggio: il rispetto e la cura per la natura, per il pianeta.”

Quali sono i colori ed i materiali che maggiormente rappresentano la tua idea di eco sostenibilità e che prediligi per le tue collezioni?

Il naturale. Non mi piace rendere artefatte le cose, tendo a non renderle nascoste, è tutto facilmente comprensibile. Amo l’incredulità nel fatto che si possa pensare: E’ possibile che è fatto con quel materiale? Si, ma non è modificato, non è trattato se non in maniera naturale. Tendo, di base, a mantenere il colore naturale.

Dalle tue creazioni traspare l’amore per la natura, per i suoi misteri e soprattutto l’attenta ricerca per le lavorazioni artigianali. Quali sono le tecniche da te scelte?

Le tecniche artigianali sono quelle dell’alta moda. E’ proprio la lavorazione artigianale, la lavorazione dell’alta moda che innalza la qualità del prodotto: il fatto di cucire, ricamare, intrecciare conferiscono unicità al capo che viene realizzato.

Moda e natura sono un binomio perfetto. Come nasce e come si traduce questo connubio nelle tue collezioni?

La mia scelta è di combinare gli elementi naturali con la lavorazione dell’alta moda. E’ proprio il fatto di riuscire a riportare ad oggi un qualcosa della tradizione antica. In alcuni casi è come rinfrescarla, metterci qualcosa in più, apporre una modifica, aggiungere o mettere in evidenza un dettaglio, creare qualcosa che fino ad oggi non è stato fatto, sempre raccontando me stesso. La moda è un veicolo, un raccontare se stessi. Noi ci vestiamo e raccontiamo chi siamo. Nel mio caso, facendo lo stilista, trasmetto il mio messaggio e lo rendo indossabile e vivibile da altre persone. In questo caso, per me la moda deve trasmettere un messaggio che ruota attorno il rispetto della natura.

Cosa pensi del fatto di produrre all’estero?

Sono restio sul fatto di produrre fuori, laddove non ci sia il rispetto dell’individuo, nelle condizioni in cui i lavoratori sono costretti a svolgere il proprio lavoro sottopagati e in ambienti insalubri. Mi sono state fatte offerte molto vantaggiose per produrre all’estero la collezione prèt-à-porter, ma ho rifiutato. Non ce la farei ad accettare questo tipo di lavorazione. Ho prodotto i miei capi qui in Italia.

Le parole chiave per descrivere la tua collezione sono: attualità, originalità, eco-sostenibilità. Quali emozioni hai provato nell’esser stato definito lo “Stilista della natura”?

E’ stata una bellissima definizione. E’ stato sottolineato il mio lavoro. Non è un termine che è stato utilizzato prima per uno e poi per un altro stilista. E’ un termine che è stato attribuito a me in primis. Quindi, è bellissimo.” (Inevitabilmente scatta la risata compiaciuta)

Quali emozioni provi nel veder sfilare le tue creazioni?

L’emozione nasce a metà passerella. Durante la prima metà della sfilata c’è grande agitazione: la scelta della modella giusta e tanto altro. La verità è che tendo a controllare un po’ tutto, in modo da voler fare tutto al meglio. E’ nella seconda fase della sfilata che nasce l’emozione ed è enorme: vedo il mio lavoro prendere vita in passerella.

La moda è un mondo magico, in continua evoluzione. Oggi ritorna il vintage. Tu cosa ne pensi?

A me diverte molto. Per molte cose la moda è ciclica, quindi il vintage parte dal discorso di ripercorrere alcune forme, alcune linee, alcuni tessuti. Anche io ho qualcosa di vintage. Mi piace ed è bello riuscire a reinterpretare un capo.

Pensi che, ad oggi, sia possibile fare la propria moda, che a sua volta segue il marketing senza farsi condizionare dal mercato oppure è semplice utopia?

Bisogna fare i conti, soprattutto se si è indipendenti come me. La mia nuova collezione prèt-à-porter è fruibile, spero sia commerciale e vicino al marketing. Non mi piace pensare di ripercorrere le strade di altri per vendere. Certo, devo stare attento al costo di una lavorazione, di un tessuto e quest’oggi è anche importante riuscire a comunicare. Non lascio mai le cose al caso.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

La collezione prèt-à-porter primavera estate 2014 che, a breve, sarà confezionata e decideremo dove presentarla.

Quindi, work in progress?

Si, a luglio dovrà essere completata.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto?” (sorride) “Per ora, è di concludere al meglio ed al più presto questa collezione prèt-à-porter, perché ogni giorno c’è qualcosa che voglio migliorare. Poi, c’è qualcosa che voglio aggiungere, togliere di nuovo e alla fine faccio ritornare tutto come prima. Spero che la collezione sarà ben accolta.”

La tua rivista preferita?

“Fashion News Magazine… mi suggeriscono.” (Scoppia a ridere)

Roma 23/08/2013

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