Di Maria Cristina Bergesio

Invito ad un’esplorazione.

Nella splendida cornice del Lago di Garda, dal 31 agosto al 6 ottobre 2013, torna una raffinata ed elegante esposizione dedicata al gioiello contemporaneo, inteso come vera e propria opera d’arte, luogo di sperimentazione per nuove idee e nuovi materiali. L’evento vedrà l’esposizione di gioielli realizzati da importanti autori e designers provenienti da tutto il mondo.

 

Selezionare opere per l’esposizione di un concorso è un compito appassionante e allo stesso tempo complesso. Vedere le immagini, leggere le presentazioni, significa ogni volta immergersi in un mondo denso di riferimenti culturali, idee, sensazioni, desideri. La dimensione internazionale e la mancanza di limitazioni anagrafiche caratterizzano questo premio, e, di conseguenza, sono sottoposti a selezione sia pezzi di artisti conosciuti e affermati, sia quelli di giovani esordienti. Sicuramente scegliere esclusivamente attraverso delle immagini, non permette di esperire il gioiello come oggetto nella sua realtà concreta e reale. Una buona fotografia può ingannare e quando si arriva a tener in mano l’oggetto, questo può tradire l’impressione positiva, che aveva suscitato. Non potendo toccare le opere, la scelta quindi si affida all’occhio.

Mentre si guarda, la pura percezione è affiancata dalla memoria visiva della persona, quindi lo sguardo non può essere oggettivo. L’evidente soggettività della scelta, fallace e criticabile, deriva da una determinata formazione culturale e da un gusto personale difficilmente azzerabile. La selezione diventa quindi un discorso sul gioiello contemporaneo di una determinata persona, in relazione ad una serie determinata di gioielli proposti. Certamente lo studio, la conoscenza e l’osservazione hanno il compito di riequilibrare il gusto personale, così da poter offrire un’ampia prospettiva delle ricerche in atto nel gioiello come espressione artistica, cercando di evidenziare la singolarità dell’approccio, la particolare evoluzione di un’idea, la rielaborazione di una forma, l’applicazione di una tecnica oppure uno specifico materiale, la capacità di evocare riflessioni, suggestioni, ma anche l’evidente provocazione e l’ironica boutade.

In tempi recenti il gioiello come ricerca artistica ha ricevuto una maggiore attenzione e si registra un notevole incremento sia di creatori che di esperti e conoscitori, per non parlare della moltiplicazione dei nuovi mezzi di comunicazione, come siti internet e blog specializzati, che offrono un’enorme quantità di informazioni, testimonianze di eventi e progetti che si organizzano in tante parti del mondo. Si deve però tener ben in considerazione come questo gioiello abbia una storia alle spalle: molti dei suoi fondatori sono scomparsi e molte opere sono conservate in importanti istituzioni museali. Quello che ne consegue è l’esistenza di un’estetica di riferimento, la costatazione che certe strade siano già state percorse e che quindi non è sicuramente facile riuscire a sviluppare un originale approccio rispetto ad una realtà che ha visto, soprattutto dagli anni ’60, l’impiego di un’ampia gamma di materiali, una trasformazione di forme e l’inclusione di molteplici pratiche (dal minimalismo al concettuale, dall’arcaico al tecnologico, dall’espressivo al simbolico). In una società complessa e, come da alcuni anni è stata definita, liquida, che ci pone di fronte al tramonto del mito modernista del nuovo, si deve comunque auspicare la possibilità di trovare personali prassi creative e di riuscire a elaborare idee interessanti. Considerate nel loro insieme le opere selezionate per il Premio Cominelli 2012: possono essere lette come possibili declinazioni dell’attuale ricerca nel gioiello, nelle quali si rileva una netta organicità espressa sia nelle forme sia nei materiali impiegati (legno, semi, alghe, cuoio, pane) alla quale si affianca la presenza di elementi e tecniche artificiali (come plastiche, pellicole, silicone, resine, latta, stampe digitali), la meditazione sulle proprie tradizioni e identità, il desiderio di provocare una suggestione visiva, l’elemento ludico come fonte di ispirazione, la piacevolezza tattile, la costruzione di strutture come campo di tensioni e contrasti, l’evocazione di una dimensione personale nella quale confluiscono meditazioni letterarie, paesaggi interiori intrisi di nostalgia oppure curiose e divertenti associazioni figurative.

Nel rileggere i testi forniti dagli artisti selezionati, mi sono particolarmente soffermata sulle molteplici concezioni della funzione da loro attribuita al gioiello: se ancora molti associano alla parola “gioiello” soltanto lo scintillare di costosi diamanti, ora c’è la possibilità di confrontarsi con un gioiello pensato come:

· memento mori

· armatura protettiva

· manipolazione di immagini

· isola personalizzata

· condensatore di memorie, luoghi e sensazioni

· spazio identitario

· commento alla società contemporanea

· oggetto di consolazione

· indagine sui confini fra bello e brutto

· strumento per rendere visibile l’invisibile

· narrazione e commemorazione

· esperienza comunitaria

· pugno in faccia

· processo terapeutico

· mezzo per comunicare la quotidiana straordinarietà dell’ordinario.

Rivolgo quindi un invito ad abbandonare pregiudizi e conformismi per addentrarsi in quest’esposizione con lo spirito di un curioso e temerario esploratore.

a cura di:
per la Fondazione Cominelli: Rosanna Padrini Dolcini.
per AGC: Maria Rosa Franzin e Rossella Tornquist.

Inaugurazione: sabato 31 agosto dalle ore 18.00.

in collaborazione con: Comune di San Felice del Benaco.

Sede:
 Palazzo Cominelli
via Padre F. Santabona, 9
25010 Cisano di San Felice del Benaco (BS)

Orari:
venerdì e sabato: dalle 18.00 alle 21.30
domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 21.30

Ingresso libero.

Info:
tel +39 338.60.60.153  info@fondazionecominelli.it

Redazione Centrale

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