CHANEL

Di Dario Bentivegna

Paris Fashion Week SS14.

Parigi chiude il mese del ciclo delle Fashion Week. Ecco un riassunto delle collezioni e dei temi andati in passerella per la stagione SS14.

 

Nello scorso articolo sulla PFW , in attesa della fine delle sfilate, vi abbiamo parlato di ciò che accade al di la’ delle passerelle, al Tranoi e al Modamont, fiere per gli addetti ai lavori e buyers. Finita la PFW da qualche giorno, FNM vi fa il riassunto del meglio di Parigi (se non avete avuto il tempo o l’occasione di seguire il tutto, eccovi facilitato il tutto!).

Cominciamo con la sfilata di Louis Vuitton, la più attesa della stagione (in quanto l’ultima disegnata da Marc Jacobs) dopo 16 anni al comando di uno dei colossi della moda di lusso. Una collezione ‘all black‘ che ha celebrato le ispirazioni del designer – da Coco Chanel a Prada – e messo  in risalto, grazie ad outfit scintillanti di pailette e pietre e copricapi over-size, ‘la showgirl che è in tutti noi‘ ( parole di Jacobs!). Massima teatralità e collezioni di altissima qualità anche per Chanel e Dior, che assieme a Vuitton (a mio parere) sono la ‘trinità” della PFW. Karl Lagerfeld, come sempre, è riuscito a creare una passerella da togliere il fiato, una galleria d’ arte moderna in formato maxi, in cui il logo Chanel e le camelie (il fiore preferito di Coco) punteggiavano le installazioni ed i dipinti. Una collezione che ironicamente mescola il concetto di arte e moda, sempre dibattuto e mai risolto, con il risultato di aver costruito una collezione che se pur fedele al DNA della Maison Chanel è al passo col gusto contemporaneo e la società odierna. Raf Simons per Dior invece è andato ‘oltre Dior’ con una collezione da titolo, appunto ‘Trans Dior’. Ispirazione classica, un giardino ed i suoi fiori ma con un twist: il giardino in questione, ricreato in passerella, e’ quello di Alice nel Paese delle Meraviglie, stampe floreali, giochi di bianco e nero, con accenni metallici e le classiche silhouette Dior, dal bar jacket ai volumi delle gonne e dei tailleur.

Non tutti hanno giocato con l’eredità della Maison per cui disegano, ma nel caso di Riccardo Tisci per Givenchy e Maison Martin Margiela, le collezioni sono scaturite dal contrasto tra concetti. Givenchy ha presentato una collezione in cui la cultura africana e quella orientale del Giappone si sono mescolate e scontrate, a partire dalla passerella, con automobili una sopra l’altra come dopo un incidente. I look che hanno sfilato andavano dalle architetture e le pieghe origami giapponesi, ai drappeggi ed i colori della terra d’ Africa. Maison Martin Margiela ha giocato, invece, con il binomio maschile-femminile. Concetto esplorato e sfruttato decine e decine di volte ma che nelle mani del team Margiela riserva sorprese inaspettate. Un serissimo tailleur pantalone rivela uno spacco sexy dietro la schiena quando la modella si gira per tornare dietro le quinte, pailette e drappeggi a contrasto con blazer neri e pantaloni da business man.

In chiusura una menzione speciale per Alexander Wang che ha presentato la sua seconda collezione per Balenciaga. Una collezione dalla palette di colori neutri e a cavallo tra le silhouette tipiche del brand e l’approccio più casual-sportivo di Wang, che caratterizza la linea che porta il suo nome. Outfit portabili, dal gusto moderno e dal sicuro successo commerciale. Per altri sei mesi il “circo” della moda si ferma – per quanto riguarda l’attività in passerella – e dobbiamo aspettare febbraio per il prossimo giro sulla giostra delle Fashion Week AW14.

L’immagine di apertura è stata presa qui.

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