Allora e Calzadilla-fashion news magazine

Di Benedetta Aloisi

L’arte come etnografia post-coloniale.

Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, in mostra a Milano, scandagliano i limiti e le contraddizioni del mondo Globale.

La Fondazione Nicola Trussardi continua il suo percorso di valorizzazione di quei luoghi dimenticati e nascosti nel cuore della città di Milano; è la volta di Palazzo Cusani.

Lo straordinario gioiello architettonico in via Brera, da più di quattro secoli teatro di avvenimenti storici, culturali, politici e mondani, intrecciati con la storia d’Italia, apre le porte ad un progetto artistico d’eccellenza: “Fault Lines“.

La mostra, che sarà possibile visitare dal 22 ottobre al 24 novembre, prende il nome dalle linee di faglia, quelle fratture del suolo che si formano nel punto di incontro di due masse rocciose in movimento. Tali linee frastagliate e instabili, che nascondono fragilità profonde, diventano con Allora e Calzadilla il punto di partenza per un’indagine sul concetto di confine. Nei loro lavori quel limite, quella demarcazione, catalizzatori di tensione, scompaiono, per dare luogo ad una fusione spazio-temporale.

Con un gioco di continue sovrapposizioni e sostituzioni, cambiamenti repentini e rotture, la coppia di artisti compone un mosaico di geografie instabili ed equilibri precari contemporaneamente paradossali e rivelatori, in cui il corpo è terreno di confronto, di scontro, di scambio di energia, e lo strumento con cui connettersi al resto del mondo.

Non è un caso che il titolo della mostra rimandi ad un concetto di “connessione”; le opere dei due artisti nascono sempre dalla combinazione sperimentale di elementi e linguaggi diversi. La loro arte, crogiolo di musica, suoni, video, fotografia e scultura, è un pretesto per indagare concetti chiave del nostro presente quali: democrazia, potere, libertà, partecipazione e cambiamenti sociali.

Da sempre una delle voci più impegnate nel panorama artistico internazionale, quella di Allora e Calzadilla si è “fatta sentire” nei più importanti luoghi dell’arte del mondo. Hanno esposto i loro lavori dal Museum of Modern Art di New York (Moma) allo Stedeliijk Museum di Amsterdam ed hanno preso parte alle maggiori kermesse internazionali, tra cui Documenta a Kassel, la Biennale di Venezia, la Biennale del Whitney di New York, quelle di Gwangju, Sydney, San Paolo, Sharjah, Istanbul e Lione.

Per il progetto dell’anno, che li vede per la prima volta figurare in Italia, viene presentata un’ imponente selezione di lavori recenti con l’aggiunta di produzioni del tutto inedite. Dal maestoso Salone Radetzk alla Sala delle Allegorie (con i suoi dipinti e soffitti affrescati raffiguranti scene e simboli della mitologia greca), si susseguono sculture sonore, performance, video e immagini che si intrecciano con la storia del luogo e con la cronaca dei nostri giorni, destabilizzandole e riordinandole secondo un ritmo narrativo che alterna sorpresa, poesia, umorismo ed epifanie.

Allora & Calzadilla trasformano le sontuose sale barocche del Palazzo in un variopinto carillon. Vi si muovono: trombettisti indiavolati,  pianisti intrappolati nei loro strumenti musicali, soprani e tenori rinchiusi in grandi bozzoli di poliuretano, ballerini che marciano trasformandosi in porte, dando vita a un percorso in cui suoni e musica diventano metafore di rapporti di forza, conquista, resistenza e seduzione.

Tali concetti ben si evidenziano nell’opera Stop, Repair, Prepar. Qui gli artisti hanno modificato un pianoforte a coda, scavandovi un buco circolare: ogni ora, un pianista in piedi al centro del piano, da dietro la tastiera, tenta di suonare (storpiandolo) il quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven, l’Inno alla gioia.

Sediments, Sentiments, invece, è un’imponente scultura in poliuretano, dal cui interno cantanti lirici interpretano frammenti dei più importanti discorsi ufficiali pronunciati dai protagonisti della storia del XX° secolo.

Cuore della mostra è però, la nuova trilogia di film firmata Allora e Calzadilla: Raptor’s Rapture, Apotome e 3. Quest’ultima studia i modi in cui la musica e i suoni possono trasformarsi in portatori di leggende, miti e valori, diventando al tempo stesso strumento per conoscere noi stessi, la nostra storia, e tracciare le basi per un cambiamento futuro.

Ed allora, celebrando il decimo anniversario di attività nomade, la Fondazione Nicola Trussardi vi aspetta per un’esperienza unica nel suo genere!

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