Pedagogista e scienziata, ma anche femminista e pacifista, è stata l’intellettuale italiana più famosa nel mondo. La sua opera è ancora molto studiata, ma è soprattutto il suo “metodo” ad essere vivo in moltissime scuole. E a lei fanno riferimento, in alcune opere, celebri pensatrici come Martha Nussbaum. Donna di fede, non rinnegò mai la sua appartenenza alla Chiesa cattolica, e tuttavia ciò non ha impedito l’affermarsi della “leggenda nera” di una Montessori laicista, naturalista, anticristiana e persino teosofa. Curato e introdotto dallo storico Fulvio De Giorgi il volume Montessori. Dio e il bambino e altri scritti inediti (Editrice La Scuola, pp. 363, euro 22), getta nuova luce su questa figura, sgretolando luoghi comuni, oltre ogni disinformazione. Si tratta di testi che esprimono le vere idee montessoriane “religiose” e “pedagogico-religiose”, come pure le sue ipotesi di educazione religiosa del bambino, in parte ritrovati nell’archivio romano di Luigia Tincani, fondatrice delle Missionarie della Scuola (e della Lumsa, la Libera Università degli Studi Maria SS. Assunta), nonché “confermati” dall’Associazione Montessori Internazionale di Amsterdam.

Insomma un’originale lettura di un intricato caso storiografico, a partire dai documenti: che isola dai contesti anti-cristiani e filo-massonici la Montessori e la colloca vicino ad autentica spiritualità cristiana, aperta sì alle correnti ‘moderniste’ (da qui l’ostilità del cattolicesimo anti-modernista). Non mancano novità che modificano o completano la biografia della Montessori: l’avvicinamento ad ambienti cattolici (come le Missionarie Francescane di Maria); il singolare sodalizio religioso (di cui, come si è detto, si pubblicano le Regole), tenuto rigorosamente segreto; l’incontro con il fascismo che voleva usarla a fini propagandistici e, quasi a controbilanciare questo legame, alcuni scritti nel momento di maggiore scontro della Chiesa con il Regime (ma poi non pubblicati e rimasti inediti), una denuncia (finora ignota) al Sant’Uffizio poi lasciata cadere, un’udienza privata, il 20 maggio 1947 con Pio XII (pure ignota), ed altro ancora.

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