Foto Jacopo Sipari

Di Martina Morlé

A tu per tu con Jacopo Sipari di Pescasseroli.

Fashion News Magazine ha intervistato Jacopo Sipari di Pescasseroli in occasione del Concorso Internazionale “Musica Sacra 2013″

 

E poi, quando ti viene chiesto di intervistare lui, non può che venirti un attacco di panico. Perché, alla fine, come si fa a misurarsi con chi, a soli 28 anni, è già padrone di una vita così piena? I complimenti, in questo caso, sarebbero solo un piccolo insulto alla sua grandezza. Perché quando si tratta di vere e proprie genialità non si può che rimanere a bocca aperta. Jacopo Sipari di Pescasseroli è il talento puro, la creatività, la sapienza, la voglia di fare, ma soprattutto la capacità di stupirsi per le cose più belle, per la musica.

Incrociarlo lungo il proprio cammino potrebbe essere una fortuna per molti, perché è davvero impossibile non essere travolti dal suo bel carisma. E’ una calda giornata di sole che irrompe nel gelido febbraio, è, per dirla con Schiller, Un Inno alla gioia.

So che hai diretto il primo concerto a soli 16 anni…posso chiederti che adolescente eri?

A 16 anni avevo dei capelli lunghissimi, raccolti in una coda o una treccia. Avevo sempre delle acconciature stranissime, ero un eccentrico! Devo ammettere che mi sono sempre divertito da morire; dallo sport alle discoteche underground, con gli amici, con le ragazze… ma a dir la verità, ho diretto il primo concerto a 12 anni e lo ricordo benissimo, perché provo quell’emozione ancora oggi, è sempre rimasta uguale! Contrariamente da quanto si crede, non ero uno di quelli “tutti ingessati”… perché la musica non deve mai essere vista come un sacrificio, la musica rende omaggio alla bellezza, la musica è bellezza, è la voce di Dio!

Quindi non ti sei schierato contro Giovanni Allevi quando ha detto che a Beethoven mancava il ritmo…

Giovanni Allevi è stato il primo a rompere gli schemi, ma purtroppo è stato frainteso quando ha detto ciò. Beethoven è l’espressione della società ottocentesca mentre la musica di Allevi rappresenta i giorni nostri. E’ normale non poterli confrontare, né criticare…

E del personaggio di Farinelli che hai interpretato nel 2010…cosa mi racconti?

E’ stata un’esperienza incredibile, fighissima! Ricordo ancora quando mi dissero: “Ti facciamo diventare famoso come quello di Twilight!”; a parte gli scherzi, Farinelli era parte di un contesto esagerato nel formalismo, ma aveva una voce divina. In realtà, era ben diverso da come lo ritraggono alcuni, perché, nonostante fosse castrato, è passato alla storia come un grandissimo amatore, un vero e proprio Casanova! Insomma ha conosciuto le donne più belle ma soprattutto ha solcato i palchi più importanti. Purtroppo la sua più grande sfortuna è stata quella di passare tutte le sere, degli ultimi 20 anni, alla corte del re di Spagna… non so come abbia resistito così a lungo!

Sei pronto per stasera? Ormai il Concorso Internazionale “Musica Sacra 2013″ è vicino…

Anche se in questi giorni sono stato impegnatissimo, sono comunque molto felice perché si tratta di un concorso davvero importante… una sorta di Sanremo della musica classica! Ci saranno circa 1000 partecipanti di 130 paesi diversi, tutti a Roma! Saranno poi scelti 12 finalisti che si esibiranno questa sera, 9 Novembre, e sarò io a dirigere il concerto…

Di recente, hai scritto su Facebook che la musica è “un miracolo”… ma è altrettanto un miracolo che qualcuno riesca a realizzarsi come te?

Purtroppo, oggi la musica è considerata meno di zero… ci sono troppi problemi, ma è inutile dire che essa fa parte di noi. Ti faccio un esempio: quando ti compri un cellulare nuovo, la prima cosa che fai è cambiare la suoneria. Ti sembrerà una cosa di poco conto, ma in realtà ciò dimostra quanto la musica sia parte di noi. Quindi, anche se sembra così difficile e addirittura impossibile, consiglierei a tutti gli appassionati di provarci, ma soprattutto di essere completamente sinceri con la musica, per capirne davvero l’essenza. Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo… io credo che la musica sia bellezza e che abbia una funzione catartica, come affermava Aristotele. Dunque, sono del parere che la musica salverà il mondo!

Redazione

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