PHOTO

Di Andrea Festuccia

Dallas Buyers Club.

L’ottava edizione del Festival  Internazionale del Film di Roma apre con un film seriamente candidato alla vittoria, e Jared Leto, co-protagonista, riceve il Vanity Fair International Award for Cinematic Experience.

 

Più di 2600 film visionati provenienti da 76 Paesi, di cui 1542 lungometraggi e 1078 corti. 18 film in concorso, 12 in prima mondiale, 5 in prima internazionale, 31 Paesi partecipanti, e una lunga serie di film fuori concorso, sezioni ed eventi speciali. Sono i numeri consistenti dell’VIII edizione del Festival internazionale del Film di Roma. Già l’apertura è stata caratterizzata da una cerimonia di eccellenza: la consegna del premio “Vanity Fair International Award for Cinematic Excellence”a Jared Leto – rockstar e fondatore dei “30 seconds to Mars” – che interpreta nel film “Dallas Buyers Club” di Jean-Marc Vallée, la parte di un transessuale malato di AIDS negli anni’80 , con questa motivazione: “E’ grazie a storie come questa se lo spettatore si trova di fronte ai propri pregiudizi – la paura davanti al diverso, il disagio davanti al malato – e impara, come dicevano i nativi americani, a camminare nei mocassini di un altro”. La cerimonia si è tenuta nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium.

Jared_Leto_by_Leonardo_Paniccia (3)

La storia è questa:  a Ron Woodroof, elettricista e cowboy da rodeo texano seriamente omofobo, vengono dati trenta giorni di vita. Siamo nel 1985, lo spettro dell’AIDS si aggira per gli Stati Uniti, ma Ron, colpito dalla malattia, decide di non arrendersi e si lancia in una ricerca spasmodica di terapie non ancora approvate dal ministero. Finirà in Messico, dove impara le procedure per alcuni trattamenti alternativi che comincia a esportare di contrabbando. Troverà un improbabile alleato in un giovane transessuale anch’egli colpito dalla malattia, col quale fonderà un “buyers club” in Texas, per il quale i sieropositivi pagano quote mensili per avere accesso alle medicine.

PHOTO

Una storia di una grande amicizia oltre i confini degli schemi sociali, ma, come afferma Mattew Mc Conaughey, dimagrito di trenta chili per entrare nella parte del cowboy malato, “Non volevamo fare un film con un messaggio o un documentario sull’AIDS, bensì un film drammatico sulla vita di un singolo uomo”: forse, la chiave vincente di un film  che aspira senza dubbio al Marc’Aurelio d’oro, il premio del Festival.

FNM2

Comments are closed.

Amatrice - Noi Ci Siamo - FashionNewsMagazine