OUT OF THE FURNACE

Di Andrea Festuccia

Out of the furnace.

In concorso al Festival di Roma il film con uno strepitoso Christian Bale, operaio di acciaieria della provincia americana che cerca di salvare il fratello, reduce dall’Iraq, da un pericoloso giro di lotte clandestine. Diventerà lui stesso un “guerriero”. 

Christian Bale ci ha abituato a ruoli “fraterni” da oscar: nel 2011 se ne aggiudicò uno come miglior attore non protagonista per il ruolo di un ex pugile, Dicky Eklund, ormai fiaccato dalla tossicodipendenza, che diventa allenatore del fratellastro, sperando di ottenere con lui il successo che non aveva avuto. Ora è al Festival del Film di Roma in “Out of the furnace”, per la regia di Scott Cooper, dove interpreta Russell Baze.

OUT OF THE FURNACE

Quella di Russell non è una vita facile: di giorno, operaio senza nessuna prospettiva di futuro nell’acciaieria locale, di notte al capezzale del vecchio padre malato terminale. Suo fratello Rodney (Casey Affleck) che va e viene da continue missioni in Iraq, a forza di farsi prestare soldi dagli strozzini finisce per entrare, lui che sa “picchiare”, in un giro di lotte clandestine all’ultimo sangue. Lo fa per saldare i debiti, ma il giro lo inghiottirà: Russell, che ne frattempo ha causato la morte di un bambino guidando ubriaco, è finito in carcere, perdendo anche la ragazza che amava. Quando uscirà, la situazione gli è ormai sfuggita di mano, ma prenderà la sua vita in pugno per cercare di farsi giustizia da solo. 

OUT OF THE FURNACE

Tutto, dalla casa dove vive al mostro di acciaio dove lavora, sembra fatto apposta per far precipitare Russell nel limbo della sopravvivenza. Ma il film esalta le doti attoriali di Christian Bale, proponendogli una sceneggiatura in cui la presa di coscienza del personaggio avviene gradualmente, mentre le cose gli sfuggono una a una: la ragazza, il padre che muore, il fratello: la bravura di Christian Bale sta nell’immagazzinare la tensione e la sofferenza rilasciando poi la reazione gradualmente. Non si trasforma insomma nel giustiziere della notte, ma semplicemente, e umanamente, come un diesel si avvia passo dopo passo verso l’unica soluzione possibile: quella della vendetta.

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