Maria Callas FNM

Di Martina Morlé

Maria Callas.

FNM ha intervistato la giornalista Roberta Maresci in occasione della prossima uscita del libro Maria Callas per Gremese.

 

Scrivere della vita degli altri, talvolta, potrebbe rivelarsi un’impresa impossibile. Tanti video, dichiarazioni, foto, scritti, non scritti, sarà vero? Sarà falso? Allusioni, certezze, amori svelati, conclusioni. Una grande responsabilità per chi decide di entrare in un trascorso fatto di emozioni, ma una grande soddisfazione per chi sa utilizzare bene la penna. Roberta Maresci ne è l’esempio più palese: giornalista, esperta di collezionismo e antiquariato, voce e autrice di Rai Radio, animata dalla curiosità di indagare sulle maggiori personalità passate alla storia, ha scritto per Gremese i libri dedicati a “Mina”, “Raffaella Carrà” e, di recente, aMaria Callas. Un successo dopo l’altro accompagnato da complimenti a valanghe; Roberta Maresci nel suo straordinario talento, sembra esser nata per le biografie, ebbene…

Com’è stato passare da Raffaella Carrà, a Mina a Maria Callas? Quali aspetti credi abbiano in comune?

“Indubbiamente parliamo di grandi personalità e di grandi biografie. Quello che mi affascina maggiormente è il discorso giornalistico; mi incuriosisce mettermi alla ricerca e trovare le cosiddette notizie inedite. D’altronde, sono donne sulle quali c’è molto da dire, sono dei miti trasversali perché hanno la capacità di coinvolgere chiunque… che siano donne, uomini o bambini! Raffaella Carrà ci insegna che “Volere è potere”, la sua grinta singolare ci dimostra che è possibile realizzare tutto ciò che desideriamo con rinunce e scelte. Infatti, anche se lei stessa ha sempre ammesso di non essere una donna eccellente in tutto, ha sempre dato il massimo. Per quanto riguarda Mina credo che non rappresenti la figura dell’artista tormentato; ha fatto scelte drastiche, ha preso posizioni… insomma, è stata completamente regista della sua vita. Il discorso cambia invece per Maria Callas, perché è davvero il personaggio che ha tutti i tratti della tragedia; non ha avuto un’infanzia felice, non si è mai sentita accettata da sua madre, da sua sorella, dal contesto familiare in generale. Ma poi…”

Anche l’amore è stato completamente distruttivo per la Callas o nasconde una parte diversa?

“Con Onassis era felice! Con lui ha conosciuto per la prima volta le vibrazioni della sessualità, mentre con Meneghini più che una storia d’amore restava un rapporto lavorativo. Fu dura per lei quando Onassis scelse la Kennedy, alla fine per uno scopo che niente aveva a che fare con il cuore, anzi. La Kennedy rappresentava l’America “bella”, insomma Onassis era animato da un interesse di potenza. Si dice addirittura che Aristotele Onassis stesse “formalmente” con la Kennedy perché in realtà non aveva perso del tutto i contattati con Maria Callas, infatti continuava a chiamarla di nascosto, la notte. La vita della Callas sembrava sospesa tra fiaba e realtà, dunque Jackie Kennedy recitava la parte della strega cattiva…”

E sulla presunta gravidanza?

“Tutto vero, anche se la Callas non ha mai mostrato il pancione, in quanto nell’alta società non era molto frequente che le donne lo esibissero con la naturalezza di oggi. Lei partorì all’ottavo mese, sempre in solitudine, probabilmente neanche Onassis lo vide. Diede al bambino il nome di Omero, ma purtroppo egli visse solo per due ore, gettandola nello sconforto più totale. Infatti, la Callas amava molto i bambini e face fatica a riprendersi dopo la morte del neonato. Alcuni documenti ci raccontano che lei intraprendesse lunghi pellegrinaggi verso la tomba di suo figlio…”

Maria Callas è nota anche per il suo caratteraccio…

“In realtà, lo disse sempre la madre ma è evidente che tra le due non scorresse buon sangue. Maria Callas veniva considerata il brutto anatroccolo della famiglia ma, ben presto, quando si accorsero della sua gran voce, tutti videro in lei la gallina dalle uova d’oro. Dunque la spinsero a proseguire nel campo del canto, ma non mancarono tristi episodi che denotavano la poca stima della madre nei suo confronti. Infatti, la stessa Callas confessò che, una volta, sua madre tentò di farla prostituire con un colonnello.”

Cosa aveva di tipicamente greco Maria Callas?

“Era superstiziosa, da morire! Pasolini tentò sempre di modificare questo suo lato ma non ci riuscì. Infatti, la Callas quando andava in scena non portava solo ed esclusivamente i gioielli richiesti, ma si faceva cucire all’interno dell’abito tutti quelli delle volte precedenti!”

Quale rapporto aveva la Callas con il suo corpo?

“Quando entrò nello ‘Star System’ fu vittima di sacrifici e rinunce; d’altronde, per lei che era una buona forchetta non fu assolutamente facile. Si dice che quando assaggiava un piatto che le era piaciuto particolarmente, non si vergognava di andare a chiedere lei stessa la ricetta. Successivamente però, con il suo vitino da vespa, divenne una vera e propria icona per la moda; i turbanti e i gioielli swarovski erano immancabili. In tutti i casi, il suo stile di vita non è sicuramente da imitare; era estremo e dimostrava quanto fosse indispensabile “la presenza”. Non si sa per certo quanto pesasse prima della drastica dieta; alla fine, per chi canta, non è proprio assurdo avere una cassa toracica più grande ed è quasi normale che la vita notturna spinga le persone a mangiare di più. La notte si mangia per noia, quando l’ormone del sonno sballa…”

Siamo tutti curiosi di leggere questo libro…ma quando sarà presentato?

“Il 2 Dicembre, giorno in cui Maria Callas avrebbe compiuto 90 anni, alle 19,30 presso l’Hotel Quirinale a Roma. Gli chef le dedicheranno numerosi piatti che lei stessa amava cucinare e uno di questi sarà inserito definitivamente nel menù dell’Hotel. Non mancate!”

Redazione

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