Molière in bicicletta

Di Daniela Giannace

Molière in bicicletta.

Giovedì 12 dicembre arriva nelle sale cinematografiche italiane la commedia francese dal titolo originale “Alceste à bicyclette”.

 

Ultimo lavoro del regista Philippe Le Guay, noto per aver diretto “Le donne del 6° piano”, il film “Molière in bicicletta” ha totalizzato un milione di spettatori in Francia ed è stato presentato in anteprima al 31° Torino Film Festival nella sezione Festa mobile/EuroPop. Il cast è formato da: Fabrice Luchini, Lambert Wilson, Maya Sansa, Camille Japy, Ged Marlon, Stéphan Wojtowicz, Annie Mercier, Christine Murillo, Édith Le Merdy, Patrick Bonnel
La storia è incentrata sulle vicende di Serge Tanneur (Fabrice Luchini), attore teatrale disilluso e depresso, che da anni si è ritirato sull’Île de Ré, dove vive in solitudine passeggiando in bicicletta. Un giorno viene a trovarlo il suo amico Gauthier Valence (Lambert Wilson), famoso attore di serie tv, il quale gli propone di recitare ne “Il Misantropo” di Molière; così i due provano a turno il ruolo del protagonista dell’opera finché non conoscono Francesca (Maya Sansa), un’italiana divorziata che porterà scompiglio tra loro.
Messo in scena per la prima volta il 4 giugno 1667 al Palais-Royal di Parigi, Il Misantropo narra di Alceste che dichiara guerra a tutti, rimproverando l’amico Filinte, benevolo verso i suoi simili; “Non fa per me chi ama tutto il genere umano”, annuncia al mondo Alceste. Si tratta, quindi, di due personaggi che molto si avvicinano ai due amici Serge e Gauthier, protagonisti di questa commedia agrodolce che porta il teatro sul grande schermo. La pellicola all’inizio rassicura poi sorprende con il susseguirsi degli eventi; cerca di smascherare e ridicolizzare il mondo dello spettacolo con la sua ipocrisia. Lo spettacolo diventa vita e la vita si fa spettacolo e ciò è dovuto soprattutto alle infinite maschere indossate dalla gente per nascondere i propri sentimenti più intimi.

Il film nasce grazie ad una passeggiata di Philippe Le Guay con Fabrice Luchini per parlare di Le donne del 6° piano. Quando il regista fa notare a Luchini di essere un misantropo perché trascorre giornate in isolamento, questi declama l’opera di Molière a memoria; in quel momento nella mente di Le Guay sorge l’idea del film. Parlando dei due protagonisti, il regista dice: “Questi due uomini in qualche modo finiscono per farsi del bene l’un l’altro”, e ancora: “Il film è ambientato su un’isola, uno spazio chiuso che restituisce al meglio il rapporto di intimità tra i personaggi”.

A Maya Sansa l’onore e l’onere di “rappresentare l’Italia”, essendo l’unica italiana tra attori francesi.

Fnm

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