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Di Isabella Tamponi

Zerocalcare

Fenomeno generazionale: fumettista trentenne romano sfida i Best-seller e vince!

Classe 1983, cresciuto inizialmente in Francia, ma romano nel sangue (oltre che nel registro) e nella maturazione. Zerocalcare, alias Michele Rech, inizia la sua brillante carriera da fumettista alla fine delle scuole superiori e di lì non si è più fermato.

Non lo ferma più nessuno nel vero senso della parola: costantemente in giro per l’Italia per presentare i suoi libri o per firmarne le copie nelle maggiori fiere editoriali. In una, in particolare, è stato recentemente il protagonista indiscusso: l’ospite più atteso, “causa” di file interminabili alla Fiera della piccola e media editoria di Roma (a casa sua, insomma) “Più libri, più liberi”. Tutti in attesa di un suo personale “disegnetto”, come lui stesso ama chiamare i suoi lavori.

Inizia la sua ascesa realizzando un racconto a fumetti delle giornate del G8 tenutosi a Genova nel luglio 2001, prosegue facendosi le ossa nelle edizioni di Crack Fumetti Dirompenti al Forte Prenestino di Roma, partecipando a manifestazioni organizzate nei centri sociali italiani, per i quali ha illustrato innumerevoli locandine per concerti e manifestazioni, oltre che copertine di dischi e di fanzine di artisti di genere punk rock e hardcore. Dal 2003, ormai illustratore affermato, inizia una serie di fortunate e importanti collaborazioni con riviste come: Liberazione, Canemucco, La Repubblica XL, Internazionale.

Dal 2011 pubblica, con la casa editrice milanese BAO Publishing, i suoi libri a fumetti: La profezia dell’Armadillo (2011), Un polpo alla gola (2012), Ogni maledetto lunedì su due (2013), Dodici (2013). Un vero successo che sembra aver preso piede tra i più giovani, a conferma dell’infinito numero di vendite. Inoltre, è possibile seguirlo sul suo blog personale, Zerocalcare.it, che ogni giorno registra migliaia di visite e su cui pubblica, ogni lunedì (“il giorno più sfigato della settimana”), una storia.

Caratteristiche principali della sua penna sono un tratto “mangoso” (a detta dei seguaci) e una rappresentazione, dissacrante quanto fedele, dell’attuale condizione giovanile.

Per darvi un’idea dei suoi lavori e per rimanere in tema con l’atmosfera natalizia, vi riportiamo qui di seguito “Le sette cose che mi fanno rosicare del Natale”, by Zerocalcare.

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