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Di Andrea Festuccia

Capitan Harlock 3D.

Capitan Harlock, il pirata dello spazio in 3D.

 

Arriva nelle sale italiane il 1° gennaio il capolavoro di animazione giapponese basato sul personaggio del “pirata tutto nero”, eroe misterioso che incarna la libertà e la lotta contro tutti i poteri forti.

La prima curiosità sta nel sapere se il film “Capitan Harlock – 3D metterà d’accordo tutti, i “nostalgici” della memorabile serie degli anni ’70 , e gli esigenti neo-cultori dei manga e della computer grafica made in Japan. Sicuramente i presupposti ci sono: così come successo per  ”Batman“ (1989), rinato nei panni di The Dark Knight (2008) e Superman (1978) in quelli di “Man of Steel” (2013), anche in questo caso si tratta di una riproposizione a partire dal materiale originale decisamente più innovativa e spettacolare che in passato, pur essendo stata mantenuta fedele allo spirito del lavoro del creatore Matsumoto.

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Guidata proprio dal creatore del fumetto Leiji Matsumoto e dal regista di “Appleseed”, Shinji Aramaki, la troupe conta i migliori visual artists giapponesi: fanno parte infatti del progetto i team della Toei Animation e della Marza Animation Planet, (che porta nel film l’esperienza nella realizzazione di sequenze particolarmente all’avanguardia nel settore dei videogiochi). La computer grafica utilizza inoltre la tecnica del motion capture, che sfrutta i movimenti di attori reali per creare le basi delle animazioni.

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La storia: Capitan Harlock guida sulla nave Arcadia la sua leale ciurma in una rischiosissima missione: disfare i “nodi del tempo” e riportare la Terra ad un’epoca in cui era ancora abitata dall’uomo. E’ l’anno 2977 e 500 miliardi di esseri umani dispersi nell’universo desiderano ardentemente fare ritorno a quel pianeta che ancora sentono come la propria casa. Harlock è l’unico uomo rimasto ad opporsi alla corrotta coalizione Gaia, e a cercare di impedire l’estensione del suo dominio all’intero mondo intergalattico. Per farlo, oltre alla fedele “Arcadia” (il nome della nave è non a caso quello dato nel mito ad un luogo e ad tempo ideale) e al suo equipaggio, porta intorno a sé misteri profondi e dicerie inquietanti, come quella che racconta che abbia sconfitto la morte grazie alla materia oscura che ha nel suo corpo, la stessa materia oscura di cui è composto il suo celeberrimo mantello, in grado di controllare la gravità. Ma soprattutto è un vero pirata, uno che – come lo definisce il suo creatore Leiji Matsumoto, “rappresenta la sfida, il punto di riferimento attorno al quale la gente si riunisce per mettere in discussione la società in cui vive”, perché… il suo teschio è una bandiera, che vuol dire libertà…

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