gli anni spezzati - il giudice

Di Daniela Giannace

Gli anni spezzati – Il giudice

Va in onda il 13 e 14 gennaio in prima serata su raiuno il secondo capitolo della fiction – trilogia sull’Italia degli anni Settanta.

La fiction Gli anni spezzati” narra tre storie separate (Il commissario, Il giudice, L’ingegnere) ma aventi tutte e tre lo stesso contesto socio – politico italiano: sono anni di anarchia e criminalità.
Il capitolo “Gli anni spezzati – Il giudice” è incentrato sulla figura del magistrato Mario Sossi, autore con Luciano Garibaldi dell’omonimo libro; si tratta insomma di una storia realmente accaduta. Mario Sossi era un magistrato della Procura della Repubblica di Genova ed è noto per essere stato rapito nel 1974 dalle Brigate Rosse composte da Alberto Franceschini, Mara Cagol e Pietro Bertolazzi e tenuto prigioniero per 35 giorni per aver dato l’ergastolo ai terroristi del gruppo XXII Ottobre (padri del movimento delle BR). I brigadisti chiesero al Governo italiano, in cambio della liberazione di Sossi, l’uscita dal carcere dei terroristi condannati all’ergastolo; dal momento che ai terroristi venne rifiutato l’asilo politico da varie nazioni, Mario Sossi fu liberato incondizionatamente. La questione fu portata avanti, per la prima volta in Italia, seguendo la linea della fermezza soprattutto grazie al Procuratore capo di Genova Francesco Coco, che poi fu ucciso per questo dalle stesse BR.
Il regista della fiction è Graziano Diana; ad interpretare Mario Sossi c’è Alessandro Preziosi mentre Ennio Fantastichini è il Procuratore Francesco Coco e Stefania Rocca è Grazia, moglie del giudice. Gli altri protagonisti sono: Alessio Vassallo, Anna Safroncik, Giovanni Calcagno, Simone Gandolfo, Linda Messerklinger. A proposito di Sossi, Alessandro Preziosi dice: “Si è dimostrato uomo di grande dignità, soddisfatto del lavoro eseguito, di tempra forte”; parlando della fiction dichiara: “Raccontare un passato che la maggior parte dei ragazzi non conosce, è un dovere”.
La fiction “Gli anni spezzati – Il giudice” farà riflettere soprattutto sulle sofferte alternative che si presentano in situazioni di sequestro, cioè se bisogna in primo luogo salvare una vita umana scendendo a compromessi con i criminali o rifiutare di assecondarli per non dar loro potere.

Fnm

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