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Di Andrea Festuccia

Golden Globe a “la Grande Bellezza”.

“La Grande Bellezza” vince a Hollywood il Golden Globe.

 

Il film di Paolo Sorrentino dedicato alla nuova decadenza delle notti della capitale si aggiudica il prestigioso premio della stampa estera a Hollywood e si candida per l’Oscar.

Palazzi antichi, ville sterminate, le terrazze più belle della città eterna. E per protagonisti i politici, i nobili decaduti, le signore dell’alta società, i giornalisti, alti prelati, gli artisti e i criminali: sono questi i luoghi e i personaggi della Roma di Paolo Sorrentino.Luoghi visti dall’occhio di Jep Gambardella (Toni Servillo), giornalista e scrittore (di un solo libro) che vive fra le notti e le albe romane, in feste e ricevimenti senza tempo e senza luogo, il cui unico fine è quello di “esserci”, ingoiati dal ventre mollo della città.

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Ora “La Grande Bellezza” vince il Golden Globe per il miglior film straniero, il prestigioso premio della stampa estera a Hollywood – che spesso anticipa nell’esito l’Oscar – imponendosi sul film francese Palma d’oro a Cannes La vita di Adèle, sul Miyazaki di  The wind rises, sul danese The hunt e sull’iraniano Il Passato.Grande_bellezza_13_Isabella_Ferrari_Toni_Servillo-foto_Gianni_Fiorito

Il successo del film (in cui spiccano fra le altre le interpretazioni di Carlo Verdone e Sabrina Ferilli) è senza dubbio figlio della lettura originale e per nulla scontata della città (inevitabile è il richiamo a “La Dolce Vita” di Fellini, mentre lo sguardo su Roma appare come l’esatta antitesi del recente “To Rome with Love” di Allen) operata da Sorrentino, che dice dei personaggi del suo film “E’ un’umanità variegata, contraddittoria e anchilosata, elegante e volgare, squallida o proterva, della quale Gambardella riesce a cogliere una recondita bellezza. Scova, o prova a sorprendere, essendo parte in causa, la tenerezza che si cela dietro l’amorale… Roma è una città che lascia presagire impalpabili e indecifrabili pericoli, una sensazione di irrisolvibile, antico mistero, che ti può far sentire fuori luogo. Ennio Flaiano diceva che vivere a Roma è un modo di perdere la vita. È una sensazione reale, che sta sempre in agguato, ancor più subdola perché può affiorare come una dolce sensazione…

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