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Di Annalisa Santonicola

Una normalità di nome Transgender.

 

Siamo proprio sicuri di essere così tanto emancipati? Abbiamo di sicuro la consapevolezza di vivere in un mondo che si è evoluto sotto tutti i punti di vista negli ultimi anni. Le provocazioni lanciate da brand, mezzi di comunicazione di massa e personaggi pubblici sono state tante e ci siamo abituati a non considerare più una data cosa come la si considerava prima ovvero ‘’scandalosa’’. Ormai sembrano essere davvero poche le cose che ci destano ancora un minimo di stupore.

Eppure, sebbene ci siano finti perbenisti e molte persone mentalmente evolute, sembra che vivere la propria sessualità in maniera non convenzionale sia ancora considerato per molti un tabù.

Spesso si parla dei disagi che vivono milioni di ragazzi alle prese con il confronto con un pubblico non solo genitoriale ma anche sociale in cui poter liberamente essere se stessi, dando sfogo ai propri piaceri e gusti.

I gay e transessuali in molti casi vengono oggi accettati da genitori e amici ma una gran parte di persone fa ancora fatica ad accettarli, ritenendoli diversi.

Beh, sicuramente sono diversi se li si considera da un proprio stereotipo di coppia che vede un uomo amare una donna ma per nulla diversi se considera che sono esseri umani identici a noi con la predilezione per una donna o per un uomo a seconda dei propri gusti, ma sempre di amore si parla.

I transgender, poi, sono probabilmente la fascia più delicata di questo insieme. In molti casi difatti un giovane si trova a vivere in un corpo che non sente proprio e pertanto desidererebbe mettersi a proprio agio vestendo, ad esempio, i panni dell’uomo se si tratta di donna e viceversa nel caso di un uomo.

Per molta gente e per molti genitori la soluzione sarebbe reprimere questo istinto e presentarsi alla società come la stessa società si aspetta di vederci rappresentati. Eh sì, purtroppo gli stereotipi giocano ancora un ruolo molto imponente e a soffrirci sono in moltissimi giovani e non.

Una recente iniziativa proviene da una delle catene di abbigliamento per eccellenza in America ovvero Barneys e da uno dei nomi più illustri della fotografia ovvero Bruce Weber che, insieme, hanno dato vita a scatti che vedono transgender insieme ad amici e familiari in quella che dovrebbe essere la normalità quotidiana.

Che questo segno di protesta sia un primo passo verso l’uscita dagli stereotipi sociali ce lo auguriamo intanto vi mostriamo alcuni scatti.

13/02/2014

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