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Di Gabriele Arcieri

Jamal Taslaq Collezione Autunno/Inverno 2014-2015.

Dalle radici palestinesi l’ispirazione per una sfilata che aiuta a riflettere sulle difficoltà di una terra alla ricerca della pace.

Grande significato sociale ed internazionale nella sfilata dello stilista palestinese Jamal Taslaq, tenutasi nell’aula dell’ECOSOC del Palazzo di Vetro di New York.
L’intera kermesse è stata permeata dalla grave situazione politica palestinese in cui, anche in questo appuntamento mondano, si è voluto sottolineare, seppure servendosi dei toni tenui dell’occasione, il disagio e la sofferenza di un Paese stremato da un ormai annoso quanto dilaniante conflitto.
Lo stilista, dal 1990 residente a Roma e cittadino italiano, ha studiato e si è formato nel nostro Paese, ma non ha mai dimenticato il gravissimo stato in cui versa la sua terra e sempre, attraverso il suo lavoro, ha voluto e vuole stigmatizzare, rivolgendosi ad un vastissimo pubblico, la sua forte partecipazione alla sorte dei suoi connazionali, desiderosi di una legittima autonomia e tuttora sofferente per le troppe ferite patite.
Con vivo interesse, quindi, sono state seguite ed ammirate le vivide creazioni che in questa cornice newyorchese sono apparse in tutta la loro spettacolarità ed eleganza, pregi anch’essi evocanti le emozioni del couturier: sofisticati tailleur ed abiti da pomeriggio hanno esordito mostrando toni sobri e tagli classici e lineari, hanno proseguito poi decisi abiti da cocktail che hanno aperto la strada a insuperabili abiti da sera in cui Taslaq  ha trionfato in una girandola di colori caldi e ricami fantasiosi riecheggianti le magie della sua terra e, per ultimo, l’apoteosi dell’abito da sposa che ha degnamente coronato la chiusura della collezione.
Su tutto primeggia inconfondibilmente uno stile personalissimo ispirato ai profumi ed alle atmosfere mediorientali in cui si stagliano le accese tonalità dei rossi vermigli, dei verdi, dei bianchi luminosi che riempiono di calore gli intarsi ed i ricami come ornamenti di un tempo antico che si mischiano col sapore appena accennato di un rinascimento prettamente italiano.
Insomma, questo couturier così “sui generis sa rievocare elegantemente un mondo lontano da noi, con un’esistenza difficile da vivere e, grazie anche ad una sua caparbia voglia di riscatto, sa guardare lontano e portare a compimento il suo ambizioso programma di crescita stilistica e sociale.
Iniziative come questa, che ha fatto seguito ad altri appuntamenti organizzati dalla delegazione palestinese per l’anno della solidarietà con il popolo palestinese decretato nel 2013, concorrono a far emergere problemi internazionali e socialmente coinvolgenti.
Jamal Taslaq, considerato come ilnuovo Valentino e scelto come sarto personale dalla regina Ranja e da Sharon Stone è, al di là del suo indiscusso talento creativo, un uomo profondamente fedele alle sue radici che esprime a suo modo nel suo impegno lavorativo e che vuole sostanzialmente mettersi al servizio dell’ideale palestinese per un proficuo vicino riscatto.
Grazie alle sue doti, riconosciute unanimemente dalla moda contemporanea, Taslaq ha saputo affermare la propria identità e, nel realizzare i suoi programmi lavorativi nel nostro Paese, ha saputo raggiungere vertici tali da farlo considerare a ragione un vero e proprio ambasciatore della moda italiana.

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Gabriele Arcieri

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