Louis Vuitton

Di Maria Ciani

Dopo NY, Londra e Milano i fari della moda dal 1 al 9 marzo si sono spostati a Parigi.

È stata una settimana molto lunga, la più lunga nel calendario delle capitali fashion per l’Autunno Inverno 2016/17. Tra le novità della fashion week parigina ci sono la prima collezione del nuovo direttore creativo di Balenciaga, Demna Gvasalia e le prime collezioni prêt-à-porter senza direttore creativo per Lanvin e Dior, dopo l’uscita di Alber Elbaz e Raf Simons. 

Tra i brand a sfilare ci sono: Chloè, LV, Chanel, Maison Margiela, Issey Miyake, Cèline, Acne Studios, Miu Miu, Christian Dior, Balmain, Elie Saab, John Galliano, Comme Des Garcons, Nina Ricci, Lanvin, Rick Owens, Givenchy, Saint Laurent, Vetements, Loewe.

Chloè

La ragazza Chloè è bohemian e avventurosa, adora viaggiare ha uno spirito curioso e appassionato. Abiti in chiffon multicolore fluttuanti e romantici, reminescenti del look eccentrico di Zandra Rhodes o Stevie Nicks; tute e salopettes in pelle nera ispirate al motocross. Uno stile libero, eclettico e terribilmente cool.

Cèline

Una collezione dall’allure rilassata e dal look fluido e morbido, linee allungate trasformano abiti drappeggiati in tops da portare con pantaloni molto ampi dall’orlo ultra-lungo. Cappotti soffici, mantelline-paracadute arrotondate e arricciate sul dorso. Proporzioni oversize, taglio moderno. Una donna smart, attiva e indipendente, impegnata su mille fronti ma che non perde il suo amore per un look semplice ma anche lussuoso e sofisticato.

Acne Studios

I fisherman del Mar Baltico diventano la vera ispirazione di questa collezione Acne Studios. Jonny Johansson, rilegge, secondo la sua personale visione, gli abiti da lavoro dei pescatori dei mari del Nord Europa e presenta una collezione composta da cappotti avvolgenti, pantaloni cargo e tute over. Wellington boots altissimi in feltro, cerate in pelle e pantaloni cargo in mohair. Silhouette costruita per sovrapposizione: t-shirt e leggins di maglia sono la base su cui indossare cappotti over, ampi piumini e maxi tute

Alexander Mcqueen

Creature delicate che sembrano scivolare tra sogno e realtà, che abitano un mondo lunare e translucente, indossano ombre di abiti, quasi veli trasparenti rilucenti di ricami preziosi che contrastano con tuxedo maschili di taglio impeccabile. Talismani intrecciati tra i capelli, pendenti portafortuna e gioielli decorano gli scolli. Cigni, colombe, occhi, labbra, civette, gufi, unicorni, profumi. Un trionfo di femminilità vanitosa e onirica, suadente e magica. Collezione leggera, ma con una tonalità scura e dark, misteriosa, ipnotica ed esoterica.

Altuzarra

Femminile con un tocco utility, lo stile di Joseph Altuzarra si esprime in una sfilata dove elementi etnici si fondono a una ispirazione sportswear, interpretata in modo sofisticato. La ricerca di tessuti storici e preziosi, si arricchisce di tocchi folk dal Marocco e dalla Turchia. Il risultato è un moderno eclettismo. Silhouette allungata, blazer fitted portati con gonne pencil, abiti con orli asimmetrici a fazzoletto e parka in montone lavorati a patchwork.

Balenciaga

Demna Gvasalia, nuovo Direttore Creativo di Balenciaga, dopo solo alcune sfilate (una ambientata in un sex club e l’altra nella navata di una chiesa) si è immerso nei museali archivi del grande Cristobal, per rivitalizzare un marchio che ha radici storiche molto profonde. Gvasalia piega l’astrazione di forme iconiche riuscendo a tradurle in un guardaroba dal realismo contemporaneo. E’ un nuovo equilibrio che mette l’allure del marchio di nuovo al centro della conversazione.

Balmain

Olivier Rousteing disegna una collezione perfetta per le celebrities di cui è diventato il beniamino. È un look pensato per una vita che scorre incessante sotto i riflettori, tra red carpets, Oscars, Golden Globes. Celebrazione di un glamour stellare, amazzonico, fuori-scala, iperbolico nelle proporzioni, nelle decorazioni, nei volumi. È uno stile che sorpassa ogni definizione, diventando puro spettacolo. Corsetti, bustiers, leggings, giacche corte strizzate in vita, cinture alte, mini crinoline con fianchi rotondi e miniabiti con ricami in perle,cristalli e frange.

Chanel

Ogni sfilata Chanel è un appuntamento straordinario, questa stagione, viene ricreata l’atmosfeta dell’atelier Haute Couture di Gabrielle Chanel. Colori chiari, vasi di orchidee, un lungo front row che si snoda per 600 metri, una parata di 90 modelle che indossano innumerevoli versioni moderne del classico stile Chanel. Tailleurs e cappotti in tweed rosa e rosso, abiti a volants in pizzo chantilly profilati in pelle nera, perle oversize profuse su bluse e giacche.Tutto è moderno ed elegante.

Christian Dior

È una rilettura del passato questa collezione Dior. Lucie Maier e Serge Tuffieux, ripescano dagli archivi le grandi passioni di Monsieur Christian. La giacca Bar, i ricami, l’animalier, i fiori. Il tailleur diventa il vero protagonista rivisitato nelle proporzioni. Giacche asimmetriche o mini, si indossano con gonne dritte, interrotte da spacchi, o ampie e ricamate. Cappotti rigorosi o over dai toni accesi come arancione, verde e rosa. Abiti lunghi e fluidi che, si alternano ai mini dress boxy. La donna Dior è femminile e seducente.

Elie Saab

Silhouette fluide e ampie, abiti dal sapore bohemien che toccano terra, frange che adornano giacche, abiti e gonne. Elie Saab ha preso ispirazione dal  “Gypset” per la realizzazione della sua nuova collezione. Questo termine si riferisce alla combinazione di uno stile zingaresco, ma con una sensazione di lusso, tendenza iniziata da un gruppo di nomadi e amanti dell’arte negli anni ’70, come Anita Pallenberg e Bianca Jagger, un’idea di ricchezza decisamente spensierata.

Givenchy

Le donne di Givenchy sono audaci forti e sexy.così. Riccardo Tisci, scrive un nuovo capitolo della Maison puntando su una sensualità volutamente esibita fatta di contaminazioni pop, uniformi militari, chiari riferimenti alla cultura egizia ed echi psichedelici. Marsine militari, bomber metropolitani total black, abiti colorati che convivono con trench in pitone, bermuda con pellicce animalier, in un mix and match che non è altro se non una fusione studiata di generi e culture diversi.

Lanvin

Anima wild e una vena seduttiva in questa collezione. Invece di presentare una rilettura o un compendio di quello fatto fino adesso, il team creativo di Lanvin, ha voluto percorrere una nuova strada, ricominciare da zero. Tailleur con giacche over, abbinate a longuette con godet. Cappotti e le pellicce avvolgenti, abiti fluidi e innervati da ruches. Stiletto a punta dal tacco alto con fasce incrociate e maxi orecchini e choker con cristalli. Mini bag con tracolla.

John Galliano

Cappotti stile visconte di Valmont, giacche napoleoniche, con dettagli di soutache si sono fatte avanti sulla passerella Cappotti di seta jacquard e pantaloni sartoriali in lana, sneakers alte da pugilato iconiche. Vestiti di paillettes e tulle incrociati, maglie impalpabili in angora blu navy, abbinate a gonne longuette plissettate, hanno dato un tocco tipicamente parigino attraverso una palette di colori scuri e un’eleganza senza tempo. Abiti a sottoveste, indossati con cappotti militari pesanti.

Comme des Garcons

“18th Century Punk” è il tema della sfilata di Rei Kawakubo. Un’immagine, una suggestione ciò che presenta, è una visione artistica, la declinazione visiva di un pensiero enigmatico, un puzzle, impenetrabile, magnetica e affascinate. Forme che trascendono il corpo per diventare pura astrazione, volumi che assomigliano ad armature di samurai. Sontuose sete jacquard floreali provenienti dalle prestigiose tessiture Lionesi, assemblate a formare carapaci che sbocciano come fiori bizzarrie cascate di volants in vinile rosa.

Louis Vuitton

Il legame tra passato e futuro diviene il focus della nuova collezione autunno-inverno di Louis Vuitton. Nicolas Ghesquière, ha voluto lavorare a stretto contatto con l’artista Justin Morin per realizzare la scenografia di questa moderna città sottomarina, dove troneggiano colonne ricoperte di specchi infranti e il pavimento riproduce quello del Panthéon di Parigi. La collezione autunno inverno di Louis Vuitton diventa una lente per rilegge la tradizione alla luce di un futuro prossimo. Il viaggio, tema costante delle collezioni Vuitton, ci porta nel tempo e nello spazio in una città sottomarina che non c’è, una moderna Atlantide, un sito archeologico dove convivono tradizione e atletica dinamicità. Cappotti rigorosi mutuati all’outewear, con pantaloni super slim. Abiti fluidi si alternano a gonne asimmetriche. Giacche sartoriali sagomate come bustier, dress in maglia sono allungati e hanno maxi ruches.

Loewe

JW Anderson è un impavido sperimentatore. Loewe è una Maison spagnola famosa per l’eccellente lavorazione della pelle ; JW Anderson, è riuscito a metterla al centro dell’attenzione internazionale rivoluzionandone totalmente l’immagine. Le silhouettes hanno un disegno allungato che si apre a corolla in plissettature e asimmetrie, applicazioni geometriche e metalliche ne enfatizzano il carattere innovativo, sofisticato ma sperimentale. La ricchezza decorativa è accentuata da catene, bracciali, piccole borse a forma di gatto da portare al collo.

Maison Margiela

La collezione è una festa per gli occhi e, pur essendo orchestrata con un tocco meno teatrale di quelle precedenti, continua a elaborare quel concetto di “rip and reveal” che è matrice concettuale e storica del marchio. Le forme vengono disfatte e rifatte, tagliate e assemblate a contrasto, sovrapposte in modo anti-convenzionale. Capi classici e tailored sono de-costruiti e ri-costruiti in un gioco di ri-elaborazione che dà vita a nuove forme “ibride. Il risultato è un glamour improbabile dalla forza suggestiva e affascinante.

Issey Muyake

“Beyond” (Oltre) è la parola chiave che riassume questa sfilata di Miyake all’insegna di un viaggio sartoriale nello spazio in cui una principessa galattica è al timone della navicella. Il classico prisma grafico di Miyake è all’ordine del giorno, presentato in quasi ogni look. Tuttavia, questa volta viene rivisitato secondo la tecnica del “baked stretch”, un processo grazie al quale il tessuto viene espanso dal calore per creare forme fluide. Le plissettature tipiche di Miyake entrano in scena in maniera teatrale e, nonostante le vastità dell’universo, la viaggiatrice spaziale di Miyake sembra sapere esattamente dove sta andando: verso l’infinito.

Miu Miu

“Miseria e Nobiltà” potrebbe essere il titolo della sfilata Miu Miu. Una eccentrica signorina che vive in una dimora aristocratica ma decadente e che assembla capipreziosi, patchwork di denim trovati ai mercatini vintage, pellicce glamour e rétro, parkas e giacconi per weekends nell’aperta campagna. Un mix affascinante, in puro stile Miuccia Prada.

Nina Ricci

Questa collezione autunno-inverno mischia la forte sensualità con un’ispirazione mutuata dal mondo dello sport. Slipdress in pizzo convivono con pea coat over, lunghi abiti in velluto con maxi pellicce, top in organza con i pantaloni da sci con la staffa. Lunghi e rigorosi i cappotti d’ispirazione maschile, gli abiti sono invece fluidi con profondi spacchi, il tutto in un mix and match tremendamente francese e terribilmente moderno.

Rick Owens

Riprende il tema della sua sfilata maschile, intitolata “Mastodon”, incorporando, nel suo messaggio, il concetto forte del surriscaldamento del pianeta e dell’estinzione delle specie in un futuro non lontano. Abiti drappeggiati, come scossi da un sisma, forme voluminose che assomigliano a bozzoli e crisalidi, copricapi simili a nuvole di capelli che nascondono i volti. È una rappresentazione poetica e affascinante dove Rick Owens sembra dire che è il rispetto per la bellezza quello che potrà salvare il mondo.

Sain Laurent

Un salto al passato, per interpretare il presente in modo nuovo e attraente. Gli anni Ottanta, tornano alla ribalta, in particolare il power dressing ritratto infinite volte da maestri della fotografia come Helmut Newton e Guy Bourdin. Le gambe sono messe in mostra ed esaltate da décolletées a stiletto e collant velati. Gli abiti sono aderenti e sexy, stretti in vita da maxi cinture. La pelliccia disegna cuori, le paillette coprono i tubini come una seconda pelle. Superfici scintillanti si vestono di strass e cristalli, le gonne prendono le forme di palloncini rétro. Lo smoking viene riproposto con una camicia di tulle a pois dal collo a Pierrot, nella versione tutta in pelle, o sostituito da cat-suit ultra slim ricamate di paillette. Giacconi di piume e giacche da biker.

Vetements

Ambientata in una chiesa protestante nel quartiere più chic di Parigi, la sfilata ripropone i temi stilistici che li hanno spinti alla ribalta, uno street style rivisto e sovvertito nei volumi e nelle proporzioni, unito a uno styling provocatorio. Culture gotiche e dark, androginia, cross-gender, uniformi, bondage e classico spirito borghese. Capi classici e street distorti e ri-proporzionati, spalle imbottite o ristrette, lunghezze asimmetriche, volumi sovvertiti e amplificati.

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