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Di Barbara Molinario

FNM People – Intervista a Luigi Borbone

C’è la mia anima nei miei abiti; la realizzazione di un capo è come veder crescere un figlio

Architetto. Laureato presso la prestigiosa Arts London Central Saint Martins. I primi abiti li ha cuciti nella sartoria dei nonni, come ogni bravo artigiano che si rispetti. Sfila sulle passerelle di Altaroma, viaggia, inventa e crea, sempre rispettano i canoni di artigianalità e qualità. I suoi accessori sono amati da moltissime fashion victims… e da moltissime influencer, una su tutte: Diane Pernet.

Oggi vive tra Roma e la Malesia, perché dai primi giorni di giugno la Maison Luigi Borbone ha deciso di accogliere un investitore Malesiano… un grande sprint per l’azienda.

Luigi, raccontaci a cosa stai lavorando in questo periodo.

Sono concentrato sul progetto di espansione con i nuovi soci della Malesia. Sto realizzando la collezione che presenterò ad Altaroma a luglio. Poi ho ricevuto un invito per sfilare in Albania ed a settembre in Zambia. Praticamente vivo in aereo.

Cosa ti aspetti da questi grandi investimenti di tempo e creatività, dove vorresti arrivare?

Il mio obiettivo è pensare ad una couture più importate e ricca. Vorrei diffondere l’alta moda italiana nei paesi che ancora non ci conoscono, come l’India. Potermi permettere sempre l’artigiano, i pezzi unici, un atelier super lusso, creare un marchio nuovo dell’alta moda, dove possano lavorare persone giovani. La mia premier è giovanissima, ha 45 anni.

Quando pensi ad una collezione a cosa ti ispiri?

All’arte. La mia natura da architetto mi spinge a partire da idee artistiche culturali. La collezione alla quale sto lavorando è nata da un viaggio in Belgio, dai quadri fiamminghi, dalla ricchezza dei tessuti che sembrano attraversare la tela.

Partecipi ad ogni parte creativa, logistica, produttiva nella realizzazione di una collezione, oppure riesci a delegare dei passaggi?

Devo assolutamente partecipare ad ogni passaggio, altrimenti mi prendono gli attacchi di panico ahahah. Dalla nascita del bozzetto in poi, nelle mie mani devono passare i tessuti, devo visionare i tagli, poi controllare i telini, provarli sul manichino infine sulla modella. Mi piace il lavoro i gruppo, mi piace ascoltare i consigli, ma nel percorso ci devo essere io, perché c’è la mia anima nei miei abiti; la realizzazione di un capo è come veder crescere un figlio.

Il tuo pittore preferito?

Caravaggio. Mi piace l’aspetto dell’introspezione. Lo vedo come un uomo che ha voluto vivere la vita fino in fondo, e su se stesso, un aspetto che a me manca. Io sono un romantico, mi vedo “color pastello”. Vorrei essere più spudorato, ma alla fine non riesco e mi “cullo” nella normalità.

Il tuo musicista preferito?

Rachmaninov! Mi trasporta in un mondo superiore, mi rilassa, mi ispira. La musica da pianoforte mi piace in generale. Da bambino volevo fare il ballerino.

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Ti piace ascoltare musica mentre lavori?

Ho bisogno di entrare in uno stato di abbandono. Si rischia di diventare commerciale per disegnare collezioni più vicine alle richieste del pubblico… invece, ascoltare la musica mi fa viaggiare. Io vivo in campagna, non sento rumori, e godo vedendo i colori della natura che mi circondano.

Il tuo piatto preferito?

Da un anno e mezzo sono vegano, l’ho fatto per una scelta di salute. Amo mangiare colorato, mixando le verdure. Il mio piatto preferito i questo momento? Pasta al forno con peperoni e crema di basilico.

Ti piace cucinare?

Mi piace cucinare in compagnia. Non mi piace poi mettere a posto, ma amo cucinare per gli amici. Sono un disordinato casinista.

Il film che preferisci?

Sono un malato del cinema. Se trovo un film che mi piace torno a vederlo più volte in una settimana. In questo momento sono attratto da “Lo chiamavano Jeeg Robot”. L’ho rivisto 4 volte con quattro gruppi diversi di amici. Forse perché sono sempre stato affascinato dai super poteri. L’Uomo Ragno è il mio mito, non solo da piccolo, anche adesso.

L’attrice che ti piacerebbe vestire?

Jennifer Lawrence, attrice simbolo della nostra epoca. Ma sono orgoglioso di dire che vengo anche scelto molte volte; proprio in questo periodo sto vestendo Malaika Arora famosissima attrice indiana di Bolliwood.

Il libro che hai sul comodino?

Memorie di Adriano… che sta fermo lì! Me lo ha regalato un mio carissimo amico che mi ha detto: “non puoi vivere senza questo libro”, ma andando a letto tardi non sono ancora riuscito a finirlo. Purtroppo non poso raccontarti la trama perché ancora non l’ho letto…

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Un consiglio alle donne.

Piacersi per come sono e fidarsi dei consigli degli stilisti.

Hai in mente una linea maschile?

Ho in mente una linea di prêt-à-porter, anche se credo più nell’alta moda. Voglio sdoganare il classicismo. Un’alta moda giovane, con una chiave di lettura dal passato e una storia totalmente nuova.

Solo un artista lo può fare.

Faccio quello che mi piace… questa etichetta dell’artista può anche schiacciare la creatività.

Se non avessi fatto lo stilista cosa avresti fatto?

Il ballerino e attore di teatro. Non sono un timido.

Le tue estimatrici dove possono trovare i capi Luigi Borbone?

Piazza Augusto Imperatore a Roma. Io creo unicità, non delego. Se una donna non può venire a Roma la raggiungo io, ma ogni capo deve passare nelle mani del suo creatore, com’è giusto che sia per un capo di alta moda che debba definirsi tale.

La cosa che la vita ti ha insegnato…

Bisogna fidarsi degli altri. Sono una persona positiva.

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Visto su FNM Magazine

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