FNM give me yesterday

Di Daniela Giannace

La mostra “Give Me Yesterday” inaugura il nuovo spazio espositivo di Fondazione Prada

Nella Galleria Vittorio Emanuele a Milano apre al pubblico l’Osservatorio dedicato alla fotografia contemporanea.

 

La Fondazione Prada sceglie una nuova sede espositiva per i suoi progetti culturali e la dedica alla fotografia e ai suoi linguaggi. La collocazione è quella di uno degli edifici della Galleria Vittorio Emanuele a Milano, precisamente gli 800 mq del quinto e sesto piano affacciati sulla cupola in vetro e ferro realizzata da Giuseppe Mengoni, uno dei simboli architettonici della città. Una location che oltre ad essere spazio espositivo costituisce un luogo strategico di osservazione, di qui il nome di Osservatorio che la Fondazione Prada attribuisce al nuovo spazio.
Spazio, questo, che ospita la mostra inaugurale “Give Me Yesterday, aperta il 21 dicembre e visitabile fino al 12 marzo. L’esposizione rappresenta un diario visivo, riportando la visione contemporanea di alcuni giovani fotografi che immortalano una quotidianità ricca di molteplici significati e quindi anche di contrasti. Tra i primi nomi celebri a sperimentare questa tecnica del diario fotografico vi sono Nan Goldin, Nobuyoshi Araki, Larry Clark, Wolfgang Tillmans. A curare la mostra, lo studioso di fotografia Francesco Zanot che porta in Osservatorio gli scatti di 14 autori al di sotto dei 40 anni. “Nelle loro mani il diario fotografico non è più pura registrazione dei fatti nel rispetto delle regole dello stile documentario, ma frutto di una continua messa in scena, più o meno complessa e articolata, che mira a ricostruire in maniera selettiva alcuni aspetti del quotidiano”, scrive Zanot a proposito di Give Me Yesterday.
Ryan McGinley, Joanna Piotrowska, Lebohang Kganye, sono alcuni degli autori in mostra. Il soggetto di indagine che appare più di frequente nelle immagini è il corpo, nel suo stretto rapporto con l’individuo a livello emotivo, psicologico e relazionale. Non mancano poi i rimandi agli affetti più cari, il cui legame viene studiato analizzando vari periodi di tempo. Alla pari del singolo individuo, la vita collettiva diventa soggetto degli scatti che si fanno portavoce di messaggi sociali e politici. Anche la fantasia e l’astratto entrano a pieno titolo in questa poliedricità fotografica, come nel caso degli autoritratti surreali di Izumi Miyazaki. E ancora, il tema del viaggio è protagonista di quelle immagini che più che mirare ad un fattore puramente estetico costituiscono delle testimonianze di luoghi da rivisitare.

Fnm

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