FNM Esplorando il corpo umano festeggia i trent’anni con il ritorno in tv

Di Daniela Giannace

“Esplorando il corpo umano” festeggia i trent’anni con il ritorno in tv

Il cartone animato scientifico più popolare in Italia torna dal 9 gennaio su Cartoonito.

 

Un cartone animato educativo rappresenta sicuramente un punto d’incontro tra bambini e adulti che possono guardarlo insieme e, perché no, permette anche ai grandi di imparare ancora qualcosa. Un esempio di questo tipo di serie d’animazione è costituito da Siamo fatti così – Esplorando il corpo umano, diventato ormai un vero e proprio cult, che torna in tv a distanza di trent’anni dal primo episodio. L’appuntamento è su Cartoonito a partire da domani 9 gennaio alle 21.00 tutte le sere. Trasmessa per la prima volta nel 1987 prima in Francia sulla rete televisiva France3 e poi in Svizzera su RSI, la radiotelevisione svizzera di lingua italiana, arrivò in Italia nel 1989 sui canali Mediaset.
Sono 26 gli episodi che compongono il cartone animato a carattere scientifico creato da Albert Barillé con l’obiettivo di essere contemporaneamente un passatempo e un mezzo di insegnamento per i bambini. Barillé considerava i più piccoli simili agli adulti ossia già dotati di un’intelligenza e in grado di capire molte cose del mondo circostante. Proprio per la loro istruzione era nato Siamo fatti così – Esplorando il corpo umano che spiegava il meccanismo di funzionamento dell’organismo dall’interno, come un microcosmo con il suo regolare ritmo fatto dell’azione di vari componenti, quali globuli rossi e bianchi, piastrine e virus.
I protagonisti erano i globuli rossi Emo, Globina, e l’anziano Globus, dalla lunghissima barba bianca, che in ogni episodio impartiva lezioni sui principali aspetti della biologia umana. Oltre ai buoni, come sempre, c’erano pure i nemici, ovvero i virus, raffigurati come dei personaggi con peculiarità un naso enorme e rosso, scelto come simbolo della loro malvagità. L’utilità del cartone, e di conseguenza il suo successo, era data non solo dal fatto di insegnare tante componenti anatomiche ma anche e soprattutto dallo sviluppare la curiosità dei piccoli spettatori che crescevano con maggior consapevolezza e ponendo delle domande ai genitori, quesiti che senz’altro stimolavano e formavano la mente.

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