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Di Iolanda Pomposelli

“Awakening” l’album di esordio dell’eclettica Elektra Nicotra .

È con grande orgoglio che oggi intervisto Elektra Nicotra, capo redattore moda del nostro magazine online Fashion News Magazine… e non solo.

Elettra, fin da bambina si è immersa nelle più svariate forme di espressione artistica, dalla musica alla recitazione, dalla moda alla collage art, fino a posare, recentemente, come modella per fotografi come Matthis Kleb (Oslo) e Andrea Egitto (Catania).  

Il 26 gennaio 2017, ha lanciato il suo primo concept album “Awakening“, dove narra di un percorso, della volontà di svegliarsi dall’intorpidimento della coscienza collettiva ed aprire il cuore, ritrovando quel filo che ci mette in comunicazione con il divino che risiede dentro ciascuno di noi.

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Awakening racconta di un risveglio. Ce ne vuoi parlare?

“Il Risveglio secondo me è guardare con gratitudine all’abbondanza del “qui e ora” e capire che tutta l’azione si svolge nell’Adesso. Delle volte ignoriamo la bellezza del presente per rivangare momenti che non possiamo rivivere o proiettarci in un futuro incerto. La conseguenza è inevitabile: il bello genera ed attira altro bello. Ci sono anche i momenti difficili, ma quando li vivi con un cuore risvegliato sei consapevole che questi saranno la tua scuola e li affronti in modo diverso. John Lennon diceva “Non esistono problemi, solo soluzioni”. Ecco, lui sicuramente viveva nel Risveglio.”

Hermit è il singolo estratto dall’album Awakening. Perché la scelta? Il “cammino attraverso l’ombra per vedere la luce” rappresenta il tuo percorso musicale oppure no?

“Rappresenta il mio cammino spirituale. Quando intraprendi un percorso con lo scopo di cambiare radicalmente la tua vita puoi solo camminare solitario, nessuno sarà mai in grado di aiutarti. Ci possono essere degli imput esterni, ma solo tu con la tua volontà puoi effettivamente fare qualcosa di concreto. Ci si deve guardare dentro senza cercare di dare la colpa a fattori esterni. Qualsiasi cosa, brutta o bella, che ti capita nella vita sei sempre tu ad attirarla, a volerla fortemente, a crearla perfino. Puoi inorridire di te stesso, ma puoi anche perdonarti e continuare a camminare finché non vedi la luce. Ed allora ne esci risanato, fortificato.”

Per il videoclip di Hermit a cosa ti sei ispirata?

“Volevo raccontare della Sicilia attraverso le immagini. Pur conservando il concept del brano, Hermit è una sorta di mini-film intriso dell’estetica barocca siciliana. Ho contattato immediatamente la regista e fotografa catanese Andrea Egitto, sapevo che il suo gusto fotografico faceva al caso mio. Così abbiamo iniziato le riprese nello storico Palazzo Beneventano, con i suoi mosaici e l’arredamento d’epoca e nel castello Normanno di Aci Castello, un luogo suggestivo dove è stato divertente ricreare quel gioco di luce ed ombra che il brano richiama. È stato particolarmente stimolante unire moda e musica, essendo la stylist del video. Mi sono ispirata a Dolce&Gabbana, i siciliani del fashion per eccellenza, con un look lingerie-rètro arricchito da accessori barocchi come i maxi orecchini a forma di Sacro Cuore gentilmente concessi dal brand Made In Sicily. A questo, ho contrapposto un’immagine di purezza con un abito Twin-Set in seta con ricami a uncinetto che tanto mi ricorda i corredi di famiglia, fatti a mano dalle mie nonne. Ed il tocco rock’n’roll, la mia vera essenza: solo jeans, t-shirt e la mia fidatissima chitarra Danelectro.”

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Come nasce Awakening?

“Il brano “Awakening” è la prima canzone scritta in vita mia. Ne ho sentito la melodia una mattina mentre guardavo l’alba immersa nella natura, nel risveglio del crepuscolo.”

Chi ti ha affiancato in questa nuova grande avventura?

“Ho coinvolto i miei amici-fratelli musicisti con i quali suonavo in trio: Giorgio Indaco ed Emanuele Mostarda. Sentivo di aver bisogno di una ventata di aria fresca, ed è arrivata con Giovanni “Giuvazza” Maggiore,  produttore ed arrangiatore con l’oro nelle mani. Abbiamo registrato il disco a Roccabruna, vicino Cuneo, totalmente immersi nella natura e nella musica. E’ stata un’esperienza altamente formativa  e gratificante avere a che fare con dei professionisti come Giuvazza e Marco Martinetto (sound engineer). Ho imparato tantissimo da loro, sono insostituibili.”

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Il rock anni ’70 fluiva nelle tue vene fin già da piccola. A 14 anni la tua prima esibizione in pubblico, nel 2017  la pubblicazione di un album di cui sei l’ideatrice di testi e musiche, oltre che voce e chitarra. E’ più emozionante il contatto con il pubblico o la sala di incisione?

“Sono due emozioni molto diverse. Mi piace stare in studio e registrare, vedere come crescono i brani. Sono estremamente curiosa quando una cosa mi interessa, quindi osservo scrupolosamente tutto quello che accade attorno a me: dalla calibrazione dei microfoni, all’equalizzazione del suono etc. Quando registro cerco di approcciarmi alla session come ad una performance live, ovvero nel modo più spontaneo ed estemporaneo possibile. Cantare dal vivo però è la cosa che preferisco fare in assoluto. È come se diventassi un’altra persona. Quando poi trovi il pubblico giusto e puoi lasciarti andare è il massimo. Non trovo nient’altro che mi mandi più in estasi.”

Racconti che Robert Plant, mitica voce dei Led Zeppelin, è stato il tuo mentore. Il musicista britannico ha influenzato più i tuoi testi o le tue musiche?

“Il suo modo di cantare è stato la mia scuola, fin da piccolissima. Mi ha anche arricchita perché tramite le sue influenze musicali ho scoperto tanta altra musica che mi ha ispirata: Bukka White, Alexis Korner, Buddy Guy, i Love, i Little Feat ed ancora tanti altri. Tutte le volte che viene a suonare in Italia sono sempre in prima fila! Cerco di imparare tutto ciò che posso. La scorsa estate l’ho visto due volte in una settimana! Ero concentrata nell’osservare gli attacchi che dà ad ogni frase. Il segreto? La sicurezza. Quando dai un attacco stabile come una roccia, stai certo che quella nota andrà precisamente dove deve andare.”

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Musicista, cantante, capo redattore moda, fashion stylist, modella. Riesci a separare queste tue capacità artistiche oppure sono influenzate e contaminate tra di loro in tutte le tue attività?

“La musica e la moda sono la mia vita. L’una non esclude mai l’altra. Si contaminano a vicenda. Per me Awakening non è solo un disco, è l’unione di tutto ciò che amo creare. Riesco a vedere le canzoni mentre le scrivo, quindi diventano collages. Così come un abito può rievocare in me il profumo di un luogo, che allora diventa musica. Tutto ciò che creo è multisensoriale nel momento in cui lo concepisco. Per esempio, ho scritto la canzone Gold ispirandomi ad un vecchio shooting di Nicola Formichetti per Dazed&Confused Mag. Si può dire che ho musicato un editoriale!”

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Prossimi progetti?

“Attualmente sto pianificando dei concerti per presentare Awakening dal vivo. Stiamo provando intensamente e saremo pronti per la primavera. Gireremo presto il secondo videoclip tratto dall’album e sto iniziando a lavorare alla stesura di un libro, una raccolta dei miei collages più significativi che spero di riuscire a pubblicare per la fine del 2017. Che Elvis me la mandi buona!”

 

Iolanda Pomposelli

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