GABRIELLA PESSIONGABRIELLA PESSIONGabriella Pession

Di Barbara Molinario

FNM People – Intervista a Gabriella Pession

Gabriella Pession e la sua Porta rossa…

Gabriella Pession risponde alla direttrice di Fashion News Magazine Barbara Molinario in questa intervista esclusiva a poche ore dalla messa in onda.

A tu per tu con l’attrice Gabriella Pession protagonista della nuova serie poliziesca tra thriller e paranormale “La porta rossa”. Una storia inusuale che racconta del commissario Cagliostro, interpretato da Lino Guanciale, e di sua moglie Anna interpretata appunto da Gabriella Pession.

Al via stasera alle 21.20 su Rai2 questa serie ideata da Carlo Lucarelli che ha abituato il pubblico a grandi successi come L’ispettore Coliandro e Rocco Schiavone. Nel cast anche il bell’attore Ettore Bassi.

La porta rossa 3

Una storia di fantasmi e di racconti sulla vita dopo la morte, ambientata a Trieste, tra sensitivi ed un amore che sorpassa le barriere dello spazio e della vita.

Il commissario Cagliostro, dopo aver oltrepassato la porta rossa, diventa un fantasma, ma non scompare, anzi, decide di scoprire chi l’ha ucciso e cerca di salvare sua moglie Anna dalla stessa persona che l’ha ammazzato. Nessuno può vederlo, solo la sensitiva Vanessa può comunicare con lui… anche Anna decide di indagare mettendosi in contatto con la medium, parte così la vicenda che si snoda in 12 episodi.

La porta rossa 2

Una nuova avventura in partenza su Rai 2… parlaci della porta rossa…

“Tra tutti i lavori che ho fatto, ci tengo a dirlo, questo è quello che mi ha lasciato di più perché tocca un argomento davvero potente. Ho potuto dare volto e anima ad un dramma che tocca tutti, prima o poi. Ho esternato l’esperienza della morte e come cercare di connettersi a qualcosa che non è palpabile e materiale;  è una lunga riflessione che porta lo spettatore a fare un’analisi. Molte volte succede che abbiamo una persona al fianco e la sottovalutiamo… la morte arriva nel momento più sbagliato, inopportuno, azzera tutti i conti. Rabbia, frustrazione, dolore, nostalgia, solitudine, ho avuto a disposizione, come per un pittore, una tavolozza con tutti i colori delle emozioni umane”.

Parlaci del tuo personaggio

“Esteriormente è una donna forte, un magistrato, assertiva, autorevole, che si confronta con un ambiente maschile ed ha un forte carattere. Si trova a vivere questo dramma personale. Il suo compagno è un uomo di poche parole, forastico, senza cultura, ma i due opposti si attraggono e nasce questa storia d’amore, che però, nel tempo, arriva fino all’incomunicabilità. Inizia così la serie, in questo momento, che è proprio il peggiore della loro storia, e lui muore. Ho girato per tre settimane da sola all’interno della casa vuota, ho trovato una dimensione molto più intima, raro per le attrici. Anna è un personaggio inusuale; in tv, per abitudine, vengono riempiti gli spazi vuoti con mille parole, invece noi abbiamo voluto inserire una telecamera quasi a spiare l’intimità del dolore. Quando è in presenza di altri il dolore di Anna è differente, da sola il dolore è intimo, lei distrugge tutta la casa e questo lo vede solo lo spettatore”.

La porta rossa

Tra poco sarà la festa della donna, c’è una donna (di spettacolo o non) che ti ha ispirato nella vita? e perché?

“Voglio essere scontata ma è la mia mamma. È stata un esempio per me di tantissimo coraggio, equilibrata, generosa, di grande buon senso. Il suo consiglio vale più di chiunque altro”.

Come descriveresti Gabriella ad una persona che non la conosce…

“Indubbiamente una mamma, una moglie, una donna che ha una necessità forte di comunicare e fa un lavoro creativo per farlo”.

Descriviti con un #hashtag

“#topchic Io vengo da una famiglia molto legata al bello: mio padre era uno stilista, disegnava foulard e tessuti, ha lavorato per tanti grandi della moda a partire da Dior; mia mamma dirigeva un’agenzia di comunicazione. Penso che il “glamour” possa essere popolare a partire dal gusto del bello fino all’estetica dai viaggi o al piacere della musica”.

Utilizzi i social network? Il tuo preferito?

“Si! Instagram è quello che mi diverte di più. Mi piace fotografare, mi piace dipingere. Anche quando lavoro sui miei personaggi parto sempre da un’immagine. Facebook lo seguo molto meno. Twitter invece lo uso solo per comunicazioni ufficiali, come campagne di beneficenza”.

Quali sono i prossimi progetti che bollono in pentola?

“A breve comincerò le prove dello spettacolo After Miss Julie di Patrick Marber in scena al Franco Parenti per la regia di Gianpiero Solari. È una rivisitazione in chiave moderna della Signorina di Strindberg, uno spettacolo che non è mai stato rappresentato in Italia, ho comprato io i diritti… Mi piace fare le cose belle e se non me ne offrono mi organizzo”.

Alice Obino

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