Il caso Fitzgerald di John Grisham

Con questo nuovo libro, Grisham accresce la fama di “bello e dannato” di Francis Scott Fitzgerald, uno dei più grandi romanzieri americani.

John Grisham è un autore statunitense di romanzi gialli e thriller che sono diventati tutti bestseller di grandissimo successo, posizionandosi regolarmente in cima alle classifiche di vendita in ogni angolo del pianeta. Grisham, noto al mondo come il re del legal thriller, con quest’ultimo capolavoro “Il caso Fitzgerald” (titolo originale “Camino Island), uscito lo scorso giugno, ha già venduto oltre 300 milioni di copie.

La trama:

Un gruppo di ladri, specializzati in furti d’arte su commissione, riescono a rubare i cinque preziosi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald conservati all’Università di Princeton. Un noto libraio appassionato di libri e manoscritti sembra essere il mandante. La polizia ingaggia una giovane scrittrice affinché possa ritrovarli.

Scopriamo da dove è partita la mente “diabolica” dell’autore per la stesura di questo thriller.

Con la sua fervida fantasia, immagina che cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald (Belli e dannati, Tenera è la notte, Di qua dal paradiso, Il grande Gatsby e Gli ultimi fuochi), assicurati per venticinque milioni di dollari, siano stati trafugati da una banda di ignoti che si sono introdotti nel caveau della Princeton University. Chi ha commissionato un furto del genere privando appassionati e studiosi della visione originali dei manoscritti dell’uomo considerato uno fra i maggiori scrittori dell’Età del jazz?

Così, con questo nuovo libro, Grisham accresce la fama di “bello e dannato” di Francis Scott Fitzgerald, uno dei più grandi romanzieri americani. E noi vi vogliamo parlare proprio di lui e della sua incredibile storia che tanto ha attratto l’autore, al punto di fargli dar vita alla sua trentesima opera.

Fitzgerald che faceva parte della cosiddetta Lost Generation, corrente letteraria di scrittori statunitensi stabiliti in Francia negli anni venti, aveva una moglie pazza, la bellissima Zelda, pubblicista e scrittrice (Lasciami l’ultimo valzer del 1932) che fu, tra l’altro, la prima flapper, termine con il quale si indicava la nuova generazione di donne dell’epoca che avevano atteggiamenti e attitudini maschili. La donna morì all’età di 47 anni nell’incendio dell’ospedale psichiatrico, sull’altopiano di Asheville, in cui era ricoverata da tempo a causa della sua instabilità mentale, dovuta a una grave forma di schizofrenia.

Insieme furono tra le figure più rappresentative dei Roaring twenties (anni ruggenti).

A sedici anni Francis sognava di scrivere il grande romanzo americano, così si dedicò alla stesura di una prima versione di “Di qua dal paradiso”. La sua carriera fu costellata da gravissimi problemi finanziari e il suo capolavoro, Il grande Gatsby, pubblicato nel 1925, non ebbe successo fino alla sua scomparsa. Mentre lavorava a Hollywood, scrivendo brutte sceneggiature e finendo con l’indebolire la sua creatività e la sua già precaria salute, il 21 dicembre 1940, a soli quarantaquattro anni, morì per un attacco di cuore causato da anni di alcolismo. Dieci anni più tardi, l’amatissima figlia Scottie, donò i suoi manoscritti originali, gli appunti e le lettere alla Firestone Library di Princeton. I cinque romanzi erano stati scritti a mano su carta poco pregiata che, purtroppo, si era rovinata nel corso del tempo. La biblioteca, rendendosi conto che sarebbe stato folle lasciare che i ricercatori li utilizzassero, decise di realizzare delle copie di alta qualità e di trasferire, invece, gli originali in un caveau sotterraneo, dove l’aria, la luce e la temperatura erano costantemente monitorate.

Ed è esattamente da qui che parte Grisham. Speriamo di avervi incuriosito.

Buona lettura!

Alcuni titoli di Grisham:

Il momento di uccidere, Il Socio, Il rapporto Pelican, Il Cliente, L’informatore, L’avvocato canaglia, I segreti di Gray Mountain, L’avvocato di strada.

Edizioni: Mondadori

Visto su FNM Magazine.

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