Potenza, la città che (non) pensavate di visitare

Ciò che colpisce di Potenza, è il suo patrimonio monumentale, religioso e civile, di particolare pregio.

Quando si parla di Basilicata è facile e molto, molto frequente associare alla regione l’immagine di Matera, la Città dei Sassi, tra le mete turistiche più amate d’Italia.

Potenza, capoluogo della regione, viene spesso tenuta in secondo piano, ma oggi vogliamo dimostrarvi che anche questa “cugina meno famosa” ha sicuramente molto da offrire al visitatore.

Con i suoi 861 metri sul livello del mare, Potenza è il più alto capoluogo di regione d’Italia, mentre se ci limitiamo ai capoluoghi di provincia è la seconda più alta, subito dopo Enna.

Fondata in epoca antichissima, trovò una ben valida collocazione geopolitica durante l’Impero romano, fungendo anche da snodo per i collegamenti tra il centro e il sud della penisola italiana. Riconquistata dai Normanni dopo la fine dell’Impero, fu poi una delle principali città del Regno di Sicilia e, nell’Ottocento, terra di conquista per le terre borboniche sotto il controllo di Luigi Bonaparte, fratello dell’imperatore dei Francesi. Ciò che immediatamente colpisce di Potenza, oltre ovviamente alla posizione, è la compattezza del suo nucleo storico, che si arricchisce grazie a un patrimonio monumentale, religioso e civile, di particolare pregio.

È il caso, ad esempio, della Chiesa di San Michele Arcangelo, originariamente costruita nel V secolo ma il cui assetto attuale è frutto della ricostruzione romanico-longobarda avvenuta tra il X e il XII secolo. Questo edificio, costruito utilizzando la pietra viva, poco rifinita, si presenta in forme semplici e non troppo elaborate, ma nascondendo al contempo uno studio attento delle forme e degli spazi, tanto all’interno quanto all’esterno.

Rimanendo in tema religioso, è da trovare assolutamente il tempo per visitare l’interessante Tempietto di San Gerardo, edicola votiva di particolare appeal scenografico dedicata al santo patrono di Potenza che risale a inizio Ottocento, su progetto di Antonio Busciolano. Chiusa su un lato da un muro con vetrata artistica, e con una forma pentagonale a colonne corinzie dall’altra, questa edicola ospita una raffinata statua di San Gerardo in atto benedicente, che è sostenuta da un piccolo pilastro marmoreo al fine di renderla visibile anche dall’esterno dell’edicola, che è chiusa da una ringhiera in ferro battuto finemente lavorato.

Camminando tra le piazze e le strade potentine, troviamo poi l’interessante Torre Guevara, dal nome della famiglia che ottenne dagli Aragonesi il controllo della città. Questa torre, quanto resta del castello di Potenza che originariamente dominava l’abitato, stupisce per la sua forma circolare molto precisa e per la resistenza della sua struttura: nonostante Potenza sia stata scossa da molti terremoti nel corso dei secoli, Torre Guevara non ha mai subito danni importanti, e la sua forma attuale è la stessa di oltre un millennio fa.

Se tra un monumento e l’altro sarete desiderosi di scoprire la cucina potentina e lucana in genere, non avrete che l’imbarazzo della scelta. Tra strascinati (simili alle orecchiette pugliesi) e manate (delle tagliatelle fatte a mano), potrete scoprire la realtà di sapori antichi e ben conservati, come quelli dei sughi freschi, dei formaggi di mucche podoliche come ricotta, caciocavallo e pecorino, il tutto all’insegna di una tradizione agricola e di allevamento molto forte e consolidata, come il carattere deciso ma accogliente di Potenza e della sua gente.

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