Alba, le Langhe tra natura e… tartufi

Figlia di una storia che getta le radici nell’epoca romana, la città è un vero pozzo di cultura e di bellezza.

Quando l’UNESCO, nel 2014, riconobbe le Langhe-Roero e Monferrato tra i Beni Patrimonio dell’Umanità, anche gli abitanti di Alba festeggiarono. Non che avessero bisogno dell’agenzia internazionale per apprezzare il valore dei loro luoghi, ma sicuramente questo riconoscimento prestigioso avrebbe dato una ulteriore spinta al turismo piemontese.

Alba è facilmente riconoscibile nel suo ruolo di “capitale delle Langhe”: forte di una popolazione di oltre 70.000 abitanti e figlia di una storia che getta le radici nell’epoca romana, la città è un vero pozzo di cultura e di bellezza.

È al periodo medievale che risalgono le Cento Torri, ovvero uno straordinario lavoro di fortificazione che racchiuse il centro storico tra alte e spesse mura, mentre varie torri e castelli sorgevano con scopi difensivi ma, nella maggior parte dei casi, per mostrare il potere delle varie famiglie nobili. Delle vestigia succitate rimangono soltanto pochi esempi: molte torri furono abbattute nel XIX secolo, ivi compresa la Torre Civica, i cui materiali di risulta furono poi reimpiegati per la Cattedrale, con il suo colossale campanile a doppio ordine di bifore affiancate e una cuspide piramidale in pietra.

La Cattedrale di San Lorenzo merita sicuramente una visita approfondita: costruita nel XV secolo, ma con un impianto ampiamente modificato nell’Ottocento su progetto di Edoardo Arborio Mella (architetto molto attivo nel vercellese e nel Monferrato), la chiesa madre della Diocesi di Alba si presenta con la sua facciata in mattonato rosso e un interno trinavato con decorazioni policrome e volta a crociera dipinta “a cielo stellato” di un colore azzurro molto intenso.

Tra gli edifici religiosi che maggiormente possono interessare i turisti troviamo la bella Chiesa di San Domenico, di epoca trecentesca, il Santuario di Nostra Signora della Moretta e il moderno Tempio di San Paolo, costruito nel 1925. L’architettura civile e laica trova invece maggiore rappresentazione nell’antico Palazzo del Comune, con la sua facciata a triplice balconata, l’orologio e la campana, che richiamano appunto il ruolo della Torre Civica demolita nell’Ottocento. Il complesso, non particolarmente imponente ma sicuramente bello, è arricchito dalla presenza di vari affreschi e dipinti a tematica biblica, variamente attribuiti ad artisti del Cinquecento come Macrino d’Alba e Mattia Preti.

Un ruolo di fondamentale importanza, sia dal punto di vista culturale che sociale, è costituito dalla produzione vitivinicola e dalla raccolta dei tartufi. La zona di Alba, infatti, presenta centinaia di aziende vitivinicole (circa 300, secondo stile recenti) che contribuiscono alla produzione di ben cinque vitigni a riconoscimento DOC e DOCG, ovvero il Barbera, il Dolcetto, il Nebbiolo, il Barbaresco e il Moscato, tutti vitigni bianchi e rossi che ben si confanno ad accompagnare non solo il tartufo bianco d’Alba, una eccellenza alla quale è dedicata l’annuale Fiera del Tartufo, ma anche i dolci. Sì, perché Alba e le Langhe sono anche sede di una azienda dolciaria tra le più famose al mondo, la Ferrero. L’ampia presenza di nocciole, infatti, ha condizionato positivamente l’industria dolciaria in misura che una delle creme spalmabili più celebri, la Nutella, nascesse proprio da queste parti, con l’uso di cacao e nocciole in percentuali variabili. Se ci si trova in città a maggio oppure a ottobre, infine, è bene approfittare per partecipare a due eventi molto caratteristici: le Feste Fiorite, che arricchiscono la città di veri e propri percorsi naturali, e il Palio degli Asini, con la Giostra delle Cento Torri, che ricorda le antiche disfide cavalleresche.

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