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Il futuro della moda è Fur Free

Addio alle pellicce. John Galliano è solo l'ultimo dei numerosi designer che hanno deciso di realizzare collezioni eco-friendly.

“Lusso oggi è autenticità e creatività. Il rispetto non è noioso. Puoi essere provocatorio e divertente senza la pelliccia”. Con questa parole il designer John Galliano, creative director di Maison Margiela, ha annunciato la sua decionse di non voler utilizzare le pellicce all’interno delle sue collezioni. 

Galliano, l’ultimo dei numerosi stilisti eco-friendly, ha raccontato il motivo che l’ha spinto a prendere questa scelta: “Stavo nuotando nel mare di St-Tropez con Penelope Cruz e davanti a noi è comparso Dan Matthews, vice-presidente di Peta Usa”. Un incontro decisivo e una decisione presa anche grazie all’influenza del suo cane Gipsy, come ha dichiarato il designer: “Fa parte della terapia che ho iniziato in Arizona, l’idea è dedicarsi a qualcun altro, per uscire dal mio egocentrismo. Faccio sport, mi prendo cura di me stesso e non sono mai stato così lucido. La pressione nel settore moda è la stessa, ma ora so come allontanarmi e meditare e la mia vita è passata dal nero al bianco”.

Si tratta solo di uno dei numerosi brand che fanno parte della famiglia “Fur Free“. Tra questi non mancano Giorgio Armani che nel 2015 aveva annunciato la totale abolizione dell’uso di pellicce animali, solo un anno dopo anche Hugo Boss prese la stessa decisione.

In occasione del Kering Talk 2017 al London College of Fashion, Marco Bizzarri, presidente della maison Gucci, ha dichiarato che, a partire dalla collezione primavera/estate 2018, non verranno più utilizzate pelli vere. Un decisione molto importante e strategica che aumenta la credibilità e la fama del marchio leader nelle vendite grazie all’innovativo direttore creativo Alessandro Michele. 

Insieme a Gucci, anche Michael Kors, Jimmy Choo, Tom Ford e Furla hanno detto addio alle pellicce. Senza dimenticare Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, Calvin Klein, la pioniera della moda sostenibile Stella McCartney e solo un mese fa anche Donatella Versace ha dichiarato: “La pelliccia? Sono ormai fuori da questo mondo. Non voglio uccidere animali per fare moda. Non mi sembra giusto”.

Come dimenticare la famosa scena del film “Sex and the City” in cui Samantha Jones, fuori da una sfilata, viene aggredita da un gruppo di animalisti che le lanciano la vernice rossa sulla sua meravigliosa pelliccia bianca? Da quell’episodio sono passati vent’anni e molte cose sono cambiate. Gli animalisti continuano a combattere contro l’utilizzo delle pellicce per la realizzazione di abiti ma molti designer hanno deciso di schierarsi a favore degli animali. In particolare modo, negli ultimi anni sta crescendo anche nei consumatori la consapevolezza dello sfruttamento che viene messo in atto per la creazione delle pellicce nell’ambito del fashion system

Uno sfruttamento ritenuto non necessario da numerosi brand di alta moda e non solo. Infatti, anche i marchi protagonisti del fast fashion hanno deciso di adottare una politica Fur Free.

La pelliccia è eco-friendly e continua ad essere un capo colorato e lussuoso grazie alle nuove tecnologie all’avanguardia che permettono di sviluppare materiali innovativi in grado di offrire una valida alternativa con prodotti cruelty-free.

La moda è in continua evoluzione. Non solo capi ecosostenibili e pellicce sintetiche, nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a importanti cambiamenti, a partire dalla politica del “see now, buy now” che vede la produzione delle collezioni in anticipo rispetto alle sfilate, permettendo l’acquisto immediato di una serie di prodotti in modo da poter soddisfare immediatamente i gusti e le esigenze dei fashion victim, e ancora l’unificazione delle sfilate di moda maschile con quelle femminili, il fenomeno genderless e i numerosi allontanamenti dei direttori creativi dalle loro rispettive maison. 

Ormai la violenza è decisamente fuori moda.

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