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Intervista a Sandro Ferrone: l’imprenditore dall’anima creativa

Sandro Ferrone ha sempre pensato ad una donna che vestisse capi non eccessivamente costosi, ma di qualità e stile. Dal salone delle sartine alla "vestaglietta" della Loren, la storia di una delle aziende simbolo del Prêt-à-Porter italiano raccontata dal Patron della casa di moda.

Sandro Ferrone, l’azienda romana di abbigliamento, sinonimo di Made in Italy dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, rappresenta un’interessante realtà del mondo della moda, rispettosa della tradizione ma aperta verso proposte sempre attuali e dal respiro internazionale.

Merito della storia che appartiene al brand e dello spirito imprenditoriale che ha sempre accompagnato, sin dal primo dopoguerra, la famiglia Ferrone. “In Italia non esiste una scuola per imprenditori. Imprenditori si nasce ed io lo sono diventato con tanta passione, sacrificio e coraggio, ma non sono stilista seppur in ogni capo che viene creato cerco sempre di metterci qualcosa di mio, della mia anima”, ha dichiarato Sandro Ferrone. Ad occuparsi di disegnare i vestiti, perciò, un team di giovani designer coordinati, però, dallo stesso Patron. Attenzione per i dettagli, creatività, ricerca dei nuovi trend e allure bon ton: questi i tratti caratterizzanti del marchio che Sandro Ferrone, con le proprie capacità umane e imprenditoriali, ha saputo portare avanti e valorizzare sempre.

Il brand è una delle realtà più di rilievo nel panorama del fast fashion, conosciuto e apprezzato sia in Italia che all’estero come in Arabia Saudita, Messico, Canada, Malta, Spagna, Austria etc. Una tendenza, quella del fast-fashion, che porta l’impresa ad una sensibile riduzione di tempo, dalla fase del disegno e della progettazione, a quella finale dell’esposizione nel punto vendita. Si tratta, perciò, di sviluppare al massimo la cultura della produzione fast, guidata da continue verifiche di mercato effettuate nei punti vendita e da logiche industriali sempre più mirate al prodotto di nicchia. “Sta proprio nella grande velocità di adattamento la chiave del successo della società”, ha affermato Ferrone.

L’azienda, peraltro, ha accettato una nuova sfida, quella di lanciare il suo store online dedicato ai fanatici dello shopping sul web e dell’e-commerce, con l’obiettivo di far conoscere le creazioni del brand oltreconfine. “Lo shopping online è uno step fondamentale per stare al passo con i tempi e, accanto al lavoro sui social network, è in grado di portare un incremento delle richieste anche ai nostri retailer”, ha dichiarato il Patron. Ed è proprio per incentivare l’apertura di nuovi punti vendita monomarca che Sandro Ferrone, pertanto, ha iniziato ad utilizzare una nuova formula di business, il “Conto Vendita” al fine di facilitare e supportare i potenziali affiliati. Questa soluzione più snella agevola l’imprenditore consentendogli una marginalità garantita, la rotazione del prodotto durante la stagione e il reso della merce invenduta a stagione terminata.

A FashionNewsMagazine Sandro Ferrone racconta la storia e i punti di forza dell’azienda familiare.

Suo padre ha inventato il primo vestito confezionato in serie quale la famosa vestaglietta che abbiamo visto indossata da Sophia Loren nel film “La Ciociara”. Quanto è stata importante la famiglia nel suo sviluppo personale e professionale?

La famiglia è tutto per me. In modo particolare mia madre, lei è stata per me una persona meravigliosa. Tra noi c’era un rapporto molto profondo: lei mi ha insegnato tutto quello che so, la serietà, l’umiltà e il piacere di lavorare. Quando mio padre iniziò l’attività si producevano solamente tre modelli di cui uno in particolare era la famosa vestaglietta. Una di queste fu indossata addirittura da Sophia Loren nel film “La Ciociara”. Ho cominciato a lavorare con lui, e poi osservavo il lavoro di mia madre, ma sin da subito la fabbricazione mi interessava poco, ero molto più attratto dalla commercializzazione dei prodotti. Ero più portato a vendere, a fare l’imprenditore, anche se in quegli anni non esisteva questa professione. Tutto nasce, quindi, da una mia necessità di volermi trasformare, di crescere, di evolvere, tanto che grazie alle capacità imprenditoriali che ho maturato nel corso del tempo, sono stato nominato Cavaliere del Lavoro vent’anni fa dal Presidente della Repubblica”.

Nei suoi negozi troviamo di continuo dei flash settimanali che vanno a rinnovare l’offerta e ad aggiungersi alla collezione di stagione. Quale filosofia si cela dietro il concetto di “collezioni vive” da Lei spesso ricordato?

Quando è nata la Sandro Ferrone è nata un’azienda che guardasse verso le donne per quelle che sono e per come si sentono. Non esiste un solo tipo di donna e, dentro ognuna, poi, convive una pluralità di anime e di stili. Per questo il nostro marchio ha fatto della vestibilità un requisito imprescindibile. La capacità di intuire le nuove tendenze mi ha portato a capire come la moda muti inesorabilmente all’interno di una stessa stagione e a fare, di questo mutamento, un punto di forza; una chiave di business che vede le nostre vetrine rinnovate settimanalmente. Il negozio, difatti, è come un palcoscenico, dove le donne sono le vere attrici, vivendo ogni volta una storia sempre nuova. Sono nate così le capsule collection che periodicamente vengono prodotte perché le nostre linee siano sempre contemporanee e al passo coi tempi”.

Il novantacinque percento della sua produzione viene realizzata in Italia e solo una piccola parte in altri Paesi. Quanto conta il fatto di essere un brand Made in Italy per la riconoscibilità di Sandro Ferrone all’estero?

Sandro Ferrone è riconosciuto perché produce la maggior parte in Italia. Ho sempre pensato che il prodotto italiano fosse quello che mi interessava di più. Un altro motivo del successo del brand è anche il rapporto qualità-prezzo dei capi che non deve mai andare oltre certi limiti; ogni prodotto, dunque, deve avere la sua giusta misura di prezzo. Questo rapporto è una delle carte vincenti dei vestiti che produce Sandro Ferrone in quanto, oltre ad essere Made in Italy, hanno un prezzo molto vicino al loro valore e mai sproporzionato”.

Considerata la sua lunga esperienza da imprenditore e i grandi traguardi raggiunti durante tutta la sua carriera, ad un giovane che oggi volesse affacciarsi all’industria della moda cercando di avviare un’attività e dare vita ad un proprio brand che consiglio darebbe?

Deve avere molto coraggio perché i tempi sono cambiati e in giro c’è talmente tanta offerta che intraprendere questo tipo di lavoro è un po’ complicato, in particolare per l’imprenditoria. Un giovane che vuole entrare in questo mondo deve avere molto coraggio perché con la globalizzazione il prodotto che prima era circoscritto alla propria città, oggi, invece, viene subito riprodotto nei Paesi emergenti con costi estremamente più bassi di quelli europei e di quelli italiani in particolar modo. Quindi, è chiaro che chi volesse fare impresa deve subire la concorrenza incombente di colossi multinazionali. Ai miei tempi i competitor erano solo quelli di Roma ed era molto più facile per noi imprenditori esprimerci meglio di un altro. Oggi un ragazzo deve tenere presente tutto il mondo e non può paragonarsi più con il vicino”.

Sandro Ferrone, un uomo che ha saputo stravolgere le regole del gioco sfruttando un ciclo integrato tra produzione e distribuzione; un uomo che ha fatto dell’umiltà il suo tratto distintivo e della famiglia il proprio punto di forza; un imprenditore dedito dal nobile animo creativo.

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