“L’Ascensore” di Riccardo Riccardi

Collaborazione internazionale per la messa in scena dell’opera “L’Ascensore” di Riccardo Riccardi.

Venerdì 18 maggio alle 20.00, presso il Teatro di Villa Torlonia ci sarà la rappresentazione de L’Ascensore di Riccardo Riccardi, opera da camera in tre riunioni condominiali ed epilogo.

La rappresentazione, che ha avuto il sostegno dell’Ambasciata di Panama in Italia, nella figura dell’ambasciatrice Ana Maria de Leon, è prodotta dal Conservatorio di Santa Cecilia con la partecipazione dell’Accademia di Belle Arti. Dunque, una collaborazione internazionale per questo spettacolo che vede dodici strumentisti, di cui nove panamensi, due spagnoli e un italiano, e nove cantanti lirici provenienti da diversi stati orientali e europei: Giappone, Corea, Cina, Belgio e Italia.

Riccardi, che ha fatto della poliedricità la sua missione, è pittore, architetto, oltre che compositore e librettista. Con una carriera a dir poco luminosa alle spalle, da alcuni anni è docente di composizione al Conservatorio di Musica Santa Cecilia, un’istituzione che vanta una storia lunga oltre 140 anni, riconosciuta come un punto di riferimento mondiale per le arti performative. 

Riccardo Riccardi, con l’ironia sua propria, pacatamente afferma: “Ho fatto voto d’ignoranza”. E con quest’opera, di cui oltre a comporre le musiche, stende anche il libretto, ce ne spiega le motivazioni. Egli ha voluto accantonare i temi più ricorrenti nel teatro musicale di tradizione per raccontare momenti di quotidianità, in un’antiopera che si pregia di esporre in maniera esilarante e sarcastica quel presente ‘banale e ordinario’ spesso tralasciato dai suoi ‘colleghi intellettuali’ che, non ritenendo il quotidiano degno d’attenzione, sono più tendenti a rappresentare opere dai contenuti ‘colti’. Il Maestro afferma che abbiamo dimenticato che la musica deve appagare i sensi e parlare al cuore, e che non può né deve essere appannaggio di pochi eletti, perché, proprio in questo miope agire, si ghettizza e diventa sterile esercizio della mente.

L’Ascensore appartiene al Trittico della banalità, serie di tre pièces di teatro musicale ispirate a temi della quotidianità: il terzo dopo Talk Show (che si svolge in uno studio televisivo) e F.S.S.P.A. (ambientata in una stazione ferroviaria).

Ne L’Ascensore la rappresentazione si dipana in un locale scalcinato, utilizzato per le riunioni condominiali, e nella tromba delle scale dell’edificio dove vivono i protagonisti. Siamo nel 1999 e uno degli appartamenti è stato appena comprato dall’architetto Ranaldi. Grazie a lui riprende piede una vecchia idea, che, se pur ventilata per anni, non ha mai visto il varo: l’installazione dell’ascensore. Al riapparire di questa istanza si creano nel condominio due fazioni: i convinti e gli indecisi. Non è difficile immaginare a quali livelli grotteschi e patetici possano giungere le interminabili discussioni sull’approvazione della delibera.

Dal punto di vista tecnico, la drammaturgia de L’Ascensore si sviluppa tra dialoghi parlati, arie e concertati, in una moderna versione del Singspiel, forma cara all’autore. 

Quest’opera del Maestro Riccardo Riccardi si inserisce nell’ambito della sua più recente produzione di opere su libretto proprio, come L’avvenimento, The Man Who Loved Islands, Il testamento (The Will), Moving Out e Shakespeare & Gossip, che l’hanno visto impegnano su palcoscenici internazionali.  L’Ascensore di Riccardo Riccardi, la cui messa in scena è stata fortemente voluta da Roberto Giuliani, direttore del Conservatorio di Santa Cecilia e immediatamente accolta da Tiziana D’Achille, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, è sicuramente adatto a un pubblico vasto ed eterogeneo. Non c’è bisogno di conoscere il pentagramma o di avere una cultura musicale per comprenderlo ed amarlo: la musica ha un linguaggio universale. 

L’ASCENSORE – Libretto e musica di Riccardo Riccardi:   

Cast vocale: Emanuela Salucci;                 

Direttore: Stefano Mastrangelo;                              

Mise en espace: Stefano Piacenti;            

Ingresso libero fino ad esaurimento di posti.

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